Andrea Sempio, accusato dalla procura di Pavia nella nuova indagine sul delitto di Garlasco di essere l’assassino di Chiara Poggi, torna a parlare in tv. Ospite di Porta a Porta, l’amico di Marco Poggi ha raccontato il suo stato d’animo: “Si vive a fatica. E oggi io non sto vivendo, perché la mia vita o è chiuso in camera, o dall’avvocato, o in trasferta, quando magari andiamo ad incontrarci con i consulenti”. Sempio, poi, è entrato nel merito delle accuse a lui rivolte. Dall’impronta 33 che “non è attribuibile a nessuno” all’impronta della scarpa ritrovata sul luogo del delitto che, secondo i pm, sarebbe compatibile con il suo piede: “L’ho provata e non mi entrava. Tutte quelle che ho ancora in casa, anche vecchie, sono 44”. Sulla condanna di Alberto Stasi, invece, Sempio non ha dubbi: “È giusta”. E ancora: “Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente. Alcune cose che vengono sollevate non mi convincono. Mi sembra che siano più logiche e spiegate come sono state spiegate ai tempi”.
Intanto, Angela Taccia, una delle legali che difende Sempio, ha ribadito l’innocenza del suo assistito: “Rimaniamo convinti che se non si fosse creata la bufera che abbiamo visto, Andrea Sempio non sarebbe stato coinvolto nella nuova indagine”. Secondo l’avvocato “a nostro avviso, per quello che sappiamo, non ci sono indizi così forti verso Andrea Sempio”. Dichiarazioni rilasciate alla stampa mentre l’avvocato si recava alla procura di Pavia per ascoltare le intercettazioni “non rilevanti”: “Devo ascoltare le intercettazioni ‘non rilevanti’. Vogliamo capire cosa è emerso, per prepararci anche in vista di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, di un processo. Entro il 18 ottobre presenteremo le nostre controdeduzioni, dopo la chiusura delle indagini comunicata il 28 settembre dalla Procura”.