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    Coronavirus, l’Oms: “Seconda ondata possibile in autunno con la riapertura delle scuole”

    Credits: ANSA/ANGELO CARCONI
    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 19 Giu. 2020 alle 07:56

    Coronavirus, Oms: “Seconda ondata in autunno con riapertura scuole”

    L’Oms torna a parlare di una possibile seconda ondata di Coronavirus nel prossimo autunno e spiega che un ritorno del contagio in Europa e quindi anche in Italia è possibile anche perché “la riapertura delle scuole ha provocato nuovi casi”. A parlare, in un incontro con la stampa russa, è stato Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità: “Non siamo fuori dall’oscurità. I lockdown – ha dichiarato – ci hanno permesso di guadagnare tempo. Laddove ne abbiamo l’opportunità, dobbiamo coglierla per rafforzare la nostra preparazione. Ciò significa sperare nel meglio, ma prepararsi al peggio: un probabile ritorno di Covid-19, attraverso Paesi, regioni, città e comunità. La nostra priorità è prepararci per l’autunno”.

    Kluge ha sottolineato che il Coronavirus “è ancora in una fase attiva in molti Paesi” e per questo motivo, oltre a ricostruire una vita normale dopo il lockdown, “è molto importante che le autorità investano nell’avere un sistema aggressivo di monitoraggio, test e tracciabilità per evitare misure aggiuntivi nelle settimane e nei mesi a venire in caso di ritorno del virus”. Particolare attenzione, in vista dell’autunno, va posta sulla riapertura delle scuole, già avvenuta in alcuni Paesi: “È stato sparato una sorta di colpo di avvertimento: la riapertura della scuola in alcuni Paesi ha provocato aumenti locali nel numero di casi. Dobbiamo essere diligenti e allentare le restrizioni con cura”, ha chiarito il membro dell’Oms.

    Sebbene il sentore comune sia quello di un progressivo ritorno alla normalità, infatti, l’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che “nell’ultimo mese il numero di Paesi europei che hanno mostrato aumenti significativi nell’incidenza cumulativa è più che triplicato, da 6 a 21. La Regione europea rappresenta il 31 per cento dei casi e il 43 per cento dei decessi a livello globale. Dopo alcune settimane di casi in calo in alcuni Paesi, il numero di nuovi casi si è ora stabilizzato in media tra i 17mila e i 20mila casi al giorno in tutta Europa”. Numeri, dunque, che non vanno assolutamente sottovalutati.

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