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    Una nuova ricerca rivela che il Coronavirus è entrato in Italia in due momenti diversi: “È la prova che non siamo gli untori d’Europa”

    Lo studio è stato condotto dal gruppo di epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 22 Mar. 2020 alle 13:57 Aggiornato il 22 Mar. 2020 alle 13:58

    Coronavirus, nuova ricerca rivela: “Come è arrivato in Italia il Covid-19”

    “Il Coronavirus è entrato in Italia due volte, dalla Germania e dalla Cina, in momenti diversi”: è quanto emerge da una nuova ricerca condotta dal gruppo di epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che fa chiarezza su come il Covid-19 è arrivato in Italia ormai più di due mesi fa. Guidato dal professor Massimo Ciccozzi, responsabile della unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare, il team ha dato vita allo studio “A doubt of multiple introduction of SARS-CoV-2 in Italy: a preliminary overview”, pubblicato sulla rivista Journal Medical Virology.

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    “La ricerca che abbiamo effettuato dimostra che in Italia si sono succeduti due differenti eventi epidemici in due momenti distinti e probabilmente distanti tra loro: uno che viene direttamente dalla Cina, l’altro invece da un Paese europeo, probabilmente la Germania. Ciò significa che non siamo stati noi italiani gli untori dell’Europa, bensì quelli che hanno subito l’evento” spiega il dott. Ciccozzi, il cui lavoro è stato condotto attraverso le tecniche dell’epidemiologia molecolare, che sfruttano modelli matematici e statistici applicabili a tutte le sequenze di genomi completi del Coronavirus isolato nei pazienti contagiati.

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    “In pratica, queste tecniche permettono di dire, sulla base delle differenze genetiche isolate, se un gruppo di pazienti ha subito lo stesso evento epidemico o se l’evento epidemico è dovuto a un solo paziente. In questo caso si è visto che sono due gruppi di eventi epidemici in Italia leggermente distanziati a livello temporale l’uno dall’altro”. La disponibilità di soli due genomi italiani completi, isolati nel Lazio e in Lombardia, ha permesso di far capire come “in Italia ci sono stati ingressi multipli del virus, probabilmente in tempi diversi anche se ravvicinati e da luoghi differenti suggerendo un possibile linkage europeo”.

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