Il maiorchino Enric Mas (Movistar Team) ha vinto la 81ma Vuelta a Espana che si è conclusa stasera a Granada all’ombra della Alhambra. Il trentunenne di Arta, dopo tre secondi posti e un terzo, ha finalmente coronato il suo matrimonio con la maglia roja concludendo così il più lungo digiuno casalingo nella storia della corsa iberica: 12 anni dal terzo e ultimo successo di Alberto Contador nel 2014. Alle spalle di Mas, alla piazza d’onore, con un ritardo di 2’15”, si è classificato lo sloveno Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe) che ha così fallito il tentativo di diventare il primo a conquistare cinque volte la Vuelta. A salire sul gradino più basso del podio, a 2’44” dal vincitore, è stato l’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) che ha così completato una stagione di costante crescita che già l’aveva visto, a maggio, secondo al Giro d’Italia alle spalle del danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike).
Se la vittoria di Mas non fa una piega, non è possibile, però, dimenticare che questa Vuelta è stata decisa da un episodio che esula dall’aspetto tecnico: la caduta di Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) a 35 chilometri dal traguardo di Xeraco nel corso dell’ottava tappa. Al momento di questo incidente, il campione del mondo era saldamente in maglia roja con un vantaggio di 3’50” proprio sul maiorchino, l’unico che, a onor del vero, era stato capace di tenergli testa, impegnandolo strenuamente due giorni prima dell’incidente nella tappa conclusasi a Castellò.
Senza tralasciare il colombiano Santiago Buitrago, vincitore della classifica degli scalatori, una menzione speciale va alla Visma Lease a Bike. Il team giallonero è stato il faro della corsa, conquistando la classifica a punti con Wout Van Aert, vincitore anche di due tappe e giustamente premiato come super combattivo della Vuelta. In aggiunta alle prodezze del trionfatore della Parigi-Roubaix, non vanno dimenticate le cinque volate vincenti del ventunenne sprinter inglese Matthew Brennan e, dulcis in fundo, quanto avvenuto ieri, nell’ultima occasione buona per incidere sulla classifica generale, con i calabroni capaci di sfoderare una grande prova di squadra che ha permesso alla maglia roja 2023, lo statunitense Sepp Kuss, di risalire dall’11° al quinto posto in graduatoria. Va ricordato, tra l’altro, che il corridore di Durango è l’unico quest’anno ad aver disputato e portato a termine da protagonista i tre grandi giri.
Nel tramonto andaluso, oggi è andata in scena l’ultima frazione di 112 chilometri sulle strade di Granada. A prevalere, dopo ben sette secondi posti in stagione, compreso quello di ieri sul Collado del Alguacil, è stato il norvegese Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) che ha preceduto il bresciano Alessandro Romele (XDS Astana) e il fiammingo Ramses Debruyne (Alpecin Premier Tech). Dopodiché è cominciata la festa della Movistar che, per l’occasione, ha sfoggiato una speciale divisa biancorossa.
Termina la stagione 2026 dei grandi giri con Vingegaard che ha completato la tripla corona e Pogacar che, invece, è ancora privo della Vuelta. Considerando che ha appena rinnovato il suo contratto con la UAE fino al 2032, non credo che dovremmo aspettare troppo per vederlo nuovamente all’inseguimento della maglia roja.