L’irlandese Eddie Dunbar (Pinarello Q36.5) ha vinto per distacco la diciannovesima tappa della 81ma Vuelta a Espana che ha portato i corridori attraverso 211 chilometri, conditi da 4.000 metri di dislivello da Vélez – Málaga ai 1.268 metri di Peñas Blancas sopra Estepona. Il trentenne di Banteer ha colto il suo terzo successo alla corsa iberica completando il percorso nel tempo di 5h00’55” alla media di 42 kmh. Alla piazza d’onore, nuovamente beffato come sulla Sierra de la Pandera, si è piazzato il colombiano Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), staccato di 14”. Il terzo posto conquistato dal britannico Thomas Gloag, giunto a 23”, ha completato il trionfo della Pinarello Q36.5. Incredibile dictu, nulla di fatto in classifica generale con Enric Mas (Movistar Team) sempre più saldo in maglia roja. A due tappe dalla fine, il maiorchino può vantare il rassicurante margine di 1’37” sullo sloveno Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe) con l’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), terzo in graduatoria a 3’01”.
I primi 100 chilometri della frazione odierna sono stati caratterizzati da una fluidità di corsa totale, con continui scatti e contro scatti che hanno ribaltato a ripetizione la situazione. Solo dopo aver superato il secondo GPM di giornata, il Puerto del Viento, ha preso corpo la fuga di giornata, composta dai seguenti 16 corridori: lo statunitense Kevin Vermaerke (UAE Emirates XRG), l’iberico Pablo Castrillo (Movistar), il campione di Spagna Marcel Camprubi, l’irlandese Eddie Dunbar e il britannico Thomas Gloag (Pinarello Q36.5), il colombiano Santiago Buitrago e lo spagnolo Pau Miquel (Bahrain Victorious), i francesi Guillaume Martin, Rudy Molard e Bastien Tronchon (Groupama FDJ), il norvegese Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), l’iberico Sergio Samitier (Cofidis), l’olandese Darren Van Bekkum (XDS Astana), l’australiano Chris Hamilton (Picnic PostNL), lo spagnolo Urko Berrade e il lussemburghese Mats Wenzel (Equipe Kern Pharma). Gli attaccanti sono transitati ai meno 70 dal traguardo con un vantaggio di quattro minuti che, causa letargo del plotone dei big, sono cresciuti a sette a 19 dall’arrivo, all’imbocco dell’erta conclusiva.
Salendo verso il traguardo si è assistito all’ormai tradizionale formula delle due corse in una. Tra i battistrada hanno preso il largo Buitrago, Berrade e il duo anglofono della Pinarello, formata da Dunbar e Gloag. Nel gruppo dei migliori, la Red Bull ha preso l’iniziativa, scandendo un’andatura tutt’altro che trascendentale. Buitrago è scattato a 2.000 metri dall’arrivo. Inizialmente, è parso che l’attacco della maglia a pois potesse essere vincente. Purtroppo, per il colombiano, Dunbar ha valutato meglio la situazione, superandolo a tripla velocità a 500 metri dallo striscione finale. Tra gli uomini di classifica, intanto, è andata in scena una rappresentazione ciclistica della noia moraviana.
Domani andrà in scena la ventesima tappa. Si partirà da La Calahorra per arrivare, dopo 187 chilometri, comprendenti 4.400 metri di dislivello, al Collado del Alguacil. Dopo 51 chilometri i corridori affronteranno il Puerto de Los Blancares, una salita di terza categoria non particolarmente impegnativa. Dopo la successiva discesa ci sarà il doppio passaggio sul Puerto de El Purche, un’ascesa di prima categoria di 8,2 chilometri all’8%. Le difficoltà, a questo punto, saranno tutt’altro che terminate. La scalata al Puerto de El Duque, terza prima categoria di giornata di 7,4 chilometri con pendenza all’8%, sarà seguita da una picchiata che porterà i corridori all’arcigno Collado del Alguacil, GPM Especial di 8.400 metri al 10% di pendenza media, che ci consegnerà il nome del vincitore di questa edizione della corsa iberica, anche se è più che legittimo il sospetto che i giochi siano ormai fatti.