Il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) ha vinto la terza tappa del 113° Tour de France, l’ultima in Spagna, lungo i 195 chilometri da Granollers fino all’arrivo in quota ai 1.794 metri di Les Angles. Lo sloveno ha completato il percorso in 4h45’11” precedendo di due secondi il suo rivale storico, il danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), mentre al terzo posto si è classificato il campione olimpico di Tokyo 2021, l’ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post). In classifica generale, i diarchi sono appaiati con il calcolo dei centesimi di secondo che ha assegnato la maglia gialla al fuoriclasse di Komenda. Dietro, primo tra i mortali, il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) rimane terzo a 23″.
Con il solito copione delle frazioni di montagna, in partenza è andata via una fuga di 17 corridori: i francesi Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM), Alex Baudin (EF Education Easy Post), Clement Braz Afonso (Groupama FDJ), Matteo Vercher e Joris Delbove (TotalEnergies), il colombiano Harold Tejada (XDS Astana Team), l’australiano Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), lo spagnolo Abel Balderstone (Caja Rural Seguros), il belga Louis Vervaeke (Soudal Quick Step) e Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), i danesi Magnus Cort (Uno-X Mobility) e Mads Pedersen (Lidl Trek), l’oceanico Luke Plapp e lo svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), il neozelandese George Bennet (NSN Cycling Team), l’iberico Raul Garcia Pierna e il portoghese Nelson Oliveira (Movistar Team). Lo sprint intermedio di Campdevànol, a meta percorso, è stato appannaggio di Pedersen, in caccia di punti per la maglia verde, che ha così conquistato la testa della specifica graduatoria. Il gruppo, ancora non del tutto reattivo, ha accusato, sul traguardo parziale, un ritardo di due minuti e mezzo.
Inevitabilmente, l’inasprirsi del percorso ha portato ad una accelerazione nel plotone degli inseguitori che, proprio come gli attaccanti, ha incominciato a perdere pezzi per strada. Davanti, insieme all’incalzante Baudin, il meglio piazzato in classifica tra i battistrada, sono rimasti altri cinque: i connazionali Prodhomme e Vercher, Bennet, Garcia Pierna e Van Mechelen. Alla fine è stato proprio l’uomo della EF l’ultimo ad arrendersi, venendo ripreso a poco più di 10 chilometri dall’arrivo. A questo punto, esattamente come ieri, la UAE ha preso in mano la situazione imponendo un ritmo che ha stroncato ogni velleità d’attacco da parte degli avversari. Isaac Del Toro si è portato in testa a 1.500 metri del traguardo, mettendo il drappello dei superstiti in fila indiana. Ai meno 200 Pogacar ha saltato il messicano, facendo subito il vuoto. Neanche Vingegaard è riuscito a tenere la ruota dello sloveno che ha così conquistato il suo 22° successo alla Grande Boucle, impadronendosi, al contempo, del simbolo del comando.
Domani il Tour rientrerà in Francia con la quarta tappa. Saranno 182 i chilometri da percorrere in terra occitana con partenza a Carcassonne e conclusione a Foix. Seppur meno impegnativo di quello odierno, il percorso, con un dislivello di 2.700 metri, sembra disegnato per una fuga a lunga gittata.