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Tour de France 2026: monotonamente sublime Tadej

Lo sloveno Tadej Pogacar dell'UAE Team Emirates Paris, durante la terza tappa del Tour de France 2026. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Il campione del mondo sloveno vince la sesta tappa della competizione

Di Simone Gambino
Pubblicato il 9 Lug. 2026 alle 19:19

Il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) ha vinto la sesta tappa del 113° Tour de France, la tradizionale cavalcata pirenaica lungo i 186 chilometri che hanno portato i corridori da Pau a Gavarnie-Gèdre. Il fuoriclasse di Komenda ha completato il percorso nel tempo di 4h32”07″ precedendo di 2’38” l’eterno rivale, il danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), e di 2’57” il compagno di squadra, Isaac Del Toro, il cui terzo posto ha suggellato una giornata trionfale per la compagine emiratina. La nuova classifica generale riproduce l’ordine d’arrivo odierno. Pogacar, in maglia gialla, può vantare un margine di 2’42” sul re pescatore con il messicano terzo a 3’27”.
C’era il concreto rischio che la giornata odierna, seppur solo la sesta su 21, con il suo dislivello complessivo di 4.100 metri potesse incidere fortemente sul destino di questa Grande Boucle. Così è stato. In partenza si è registrato un attacco d’alto lignaggio composto dalla maglia verde, il danese Mads Pedersen (Lidl Trek), e dall’ex recordman dell’ora, il belga Victor Campenaerts (Visma Lease a Bike). Il duo è transitato al traguardo volante di Pouzac dopo 60 chilometri, dove Pedersen ha puntellato il suo comando nella classifica a punti, prima di rialzarsi. Sulla successiva Côte de Mauzevin sono scattati l’australiano Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) e lo spagnolo Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) che hanno scollinato con 15” di margine sul plotone per poi essere riassorbiti all’imbocco del Col d’Aspin.
La UAE, a questo punto, ha preso il comando delle operazioni, dapprima con il tedesco Nils Politt e successivamente con il belga Tim Wellens. Il ritmo forsennato impresso dagli uomini di Pogacar ha rapidamente mietuto vittime a raffica. Sul Tourmalet ha iniziato a menare la danza l’austriaco Felix Großschartner, poi sostituito, in successione, dallo statunitense Brandon McNulty e dal britannico Adam Yates. A dimostrazione della superiorità della multinazionale UAE sulla Visma, Vingegaard, nel frattempo, persi Mateo Jorgenson e Davide Piganzoli, è rimasto con il solo Sepp Kuss. Ai meno cinque dalla vetta, l’episodio decisivo di giornata e probabilmente di questo Tour de France. Emulando quanto fatto un anno fa da Jhonatan Narvaez sull’Hautacam, Del Toro ha prodotto uno scatto feroce portandosi dietro il suo capitano. Solo Jonas ha saputo limitare i danni, perdendo una cinquantina di metri, mentre gli altri, a cominciare dalla speranza di Francia, Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), e dal duo Red Bull, formato dal tedesco Florian Lipowitz e dal fiammingo Remco Evenepoel, hanno accusato il colpo in modo ben più deciso.
Pogacar e Del Toro hanno pedalato insieme per 500 metri, facendo credere di voler dare vita a un estemporaneo Baracchi pirenaico. Poi, Tadej, resosi conto del rischio che il messicano non reggesse la sua andatura, così favorendo un possibile rientro di Vingegaard, ha inserito la modalità nobody does it better involandosi definitivamente. Lo scandinavo ha tenuto duro per due chilometri, riuscendo a mantenere il distacco sotto i dieci secondi. Dopodiché, pur non andando del tutto alla deriva, ha cominciato a cedere progressivamente. Lo sloveno è transitato in vetta al Tourmalet con mezzo minuto di vantaggio sul rivale. A fine discesa il margine è salito ben oltre il minuto per poi continuare a crescere costantemente fino ai 2’38 accusati dal capitano della Visma al traguardo.
Dopo le fatiche odierne è prevedibile che la frazione, di domani, la settima, sia corsa in modo decisamente più tranquillo. Si viaggerà verso nord per 175 chilometri da Hagetmau a Bordeaux, arrivo tra i più iconici nella storia della Grande Boucle. Difficile ipotizzare una conclusione diversa da uno sprint di gruppo.

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