Il campione del mondo Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) ha conquistato la diciannovesima tappa del 113° Tour de France, la più corta di quest’anno, coprendo i 128 chilometri da Gap a l’Alpe d’Huez nel tempo di 3h17’57”. Alle spalle del fuoriclasse di Komenda si sono piazzati, nell’ordine, il francese Lenny Martinez (Bahrain Victorious), staccato di sei secondi, e l’indomabile ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education Easy Post), distanziato di nove. Si è allungata ulteriormente la classifica generale con lo sloveno che ora può vantare un vantaggio di 7’11” sul fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) e di 9’42” sul suo delfino, Isaak del Toro.
Interpretando la tappa odierna come continuazione di quella corsa ieri, i tre grandi protagonisti della diciottesima frazione si sono infilati nel mega drappello di 42 attaccanti che ha preso il largo in partenza. Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick Step) e Carapaz sono passati, nell’ordine, ai primi due GPM, con il francese che ha così, temporaneamente, superato Pogacar nella graduatoria per la maglia a pois. Stesso discorso per il danese Mads Pedersen (Lidl Trek) che si è imposto al traguardo volante di Le Périer, ai meno 39 dal traguardo, di fatto cucendosi definitivamente addosso la maglia verde.
A questo punto, in coincidenza con l’imbocco dell’ascesa al Col d’Orbon, la lotta per il successo di giornata è entrata nel vivo. Davanti, con un vantaggio di quattro minuti sono rimasti in 13: il francese Bruno Armirail e l’americano Sepp Kuss (Visma Lease a Bike), l’italiano Mattia Cattaneo (Red Bull Bora Hansgrohe), il campione degli USA Quinn Simmons (Lidl Trek), Carapaz, il belga Tiesj Benoot e lo statunitense Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM), il colombiano Harold Tejada (XDSAstanaTeam), Martinez, l’olandese Thymen Arensman e il norvegese Tobias Foss (Netcompa Ineos), lo spagnolo Javier Romo e il colombiano Einer Rubio (Movistar Team).
Questo drappello ha iniziato la salita conclusiva con un vantaggio di 3’15” sul plotone della maglia gialla, consistente in una dozzina di corridori. Tra questi, Pogacar ha rotto subito gli indugi, iniziando un improbabile inseguimento, mentre davanti, ai ripetuti scatti di Carapaz, hanno resistito solo Kuss e Martinez. Il margine, sotto l’azione fantascientifica del figlio del Tricorno, ha cominciato, con inesorabile progressività, a scendere: due minuti ai meno otto, uno a cinque dal traguardo.
Il ricongiungimento, infine, si è materializzato a 1.700 metri dallo striscione finale, proprio nel momento in cui la strada ha cominciato a spianare. Tadej, a questo punto, si è preso una pausa per poi, simile a Pantani a Oropa, infliggere la stoccata decisiva, partendo all’ultimo chilometro e così distanziando in via definitiva Martinez e Carapaz.
Domani andrà in scena la ventesima tappa, sulla carta la più dura di questa edizione della Grande Boucle. Si arriverà nuovamente all’Alpe d’Huez, questa volta partendo da Bourg d’Oisans dopo aver percorso 171 chilometri, conditi da ben 5.450 metri di dislivello.
La prima asperità, in partenza, sarà la lunghissima salita del Col de la Croix de Fer, una hors categorie di 24 chilometri con pendenza media al 5,2%. Seguirà una lunga discesa che porterà al traguardo volante per la classifica a punti di Saint-Julien-Mont-Denis, al chilometro 66. Un breve tratto pianeggiante farà da preludio alla micidiale sequenza con il Col du Télégraphe, un prima categoria di 12 al 7%, seguito dalla vetta di questa edizione, valida per lo Challenge Henri Desgrange, ai 2.642 metri del Col du Galibier, 11,7 km al 7% ovviamente Hors Categorie. A questo punto mancheranno 60 chilometri al traguardo con l’ultimo HC, il Col de Sarenne, 13 al 7,3 ai meno quindici dal traguardo. Dopo i fuochi d’artificio odierni, è probabile che domani arriverà una fuga di comprimari.
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