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Giro d’Italia 2019, sono rimasti in tre: due briganti ed uno Squalo

La presentazione della settimana finale

Di Simone Gambino
Pubblicato il 27 Mag. 2019 alle 17:20 Aggiornato il 27 Mag. 2019 alle 17:22

GIRO D’ITALIA 2019 PRESENTAZIONE – Non ci sarà il Gavia domani nella Lovere – Ponte di Legno, quella che sulla carta avrebbe dovuto essere la tappa regina del 102° Giro d’Italia. Eppure, credo che, alla resa dei conti, questa dolorosa omissione conterà poco. Infatti, in aggiunta ad un percorso comunque duro, ci penserà il maltempo, la costante di questa edizione della corsa rosa, a rendere la gara dura.

Il secondo giorno di riposo, quello che precede la settimana finale, è il momento in cui si mischiano i primi bilanci e gli ultimi proclami. Andando, però, al di là di queste logiche care ai media, la fotografia della corsa è facilmente leggibile.

La Movistar ha in mano il banco. E’ la squadra più forte. Ha la maglia rosa con Richard Carapaz ed ha in Mikel Landa l’uomo che, attaccando da lontano, può costringere Primoz Roglic e Vincenzo Nibali a stancare se stessi e le loro squadre, permettendo all’ecuadoregno di giocare di rimessa. Tuttavia, gli attuali 47“ di vantaggio non consentono a Carapaz di affrontare tranquillamente la breve cronometro finale di Verona. Servono a Carapaz altri 45 secondi da accumulare su Roglic nelle prossime tappe affinche l’andino possa affrontare in sicurezza la tappa conclusiva contro il tempo.

Per parte sua, Primoz Roglic, tra i tre contendenti al successo finale, è quello che sta, al contempo, meglio e peggio. Se domani si corresse la cronometro finale, sarebbe il grande favorito per la vittoria. Così non è, però! Ci sono ancora cinque tappe da disputare e, esclusa quella per velocisti di giovedì che arriva a Santa Maria di Sala nell’entroterra veneziano, le altre quattro sono tutte potenziali vie crucis. La marcatura a uomo di Carapaz è la priorità assoluta ma potrebbe non bastare posta la totale latitanza della squadra di Baby Face.

Vincenzo Nibali, giorno dopo giorno, è lentamente rientrato in gioco per la vittoria a Verona. Ha quasi dimezzato lo svantaggio da Roglic, ma gli servono almeno altri due minuti per poter affrontare tranquillo la crono finale. Contemporaneamente, si è visto uscire fuori, a mò di coniglio dal cilindro, Carapaz su cui dovrà recuperare quanto più possibile prima dell’epilogo contro il tempo in cui potrà tentare in extremis il sorpasso. A favore del messinese gioca l’esperienza che dovrebbe averlo portato alla terza settimana in condizioni ottimali, confidando anche nel logoramento degli avversari.

Pur non potendo più vincere il Giro, altri corridori potranno determinarne il destino. Simon Yates e Miguel Angel Lopez, in particolare, si accontenteranno di raccogliere qualche successo di tappa o tenteranno l’impresa per ribaltare la classifica? L’inglese pare in crescita e sono convinto che domani, ben prima del Mortirolo, attaccherà da lontano tentando di fare agli altri quello che Froome fece a lui dodici mesi fa sul Colle delle Finestre.

Ci sarà da divertirsi, insomma, sperando di non prendere troppa acqua.

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