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Giro d’Italia 2026, Thomas Silva colora di celeste la maglia rosa

Credit: AGF
Di Simone Gambino
Pubblicato il 9 Mag. 2026 alle 18:46

Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team) ha vinto in volata la seconda tappa del 109° Giro d’Italia, percorrendo i 222 chilometri da Burgas, antica capitale della Bulgaria, fino a Veliko Tarnovo in 5h 39’ 25” alla media di 39,067 kmh. Il primo corridore uruguaiano a partecipare alla corsa rosa ha preceduto il tedesco Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) con l’abruzzese Giulio Ciccone (Lidl Trek) che ha guadagnato la terza piazza . La vittoria ha consegnato a Silva la maglia rosa con un vantaggio di quattro secondi su Stork e sul colombiano Egan Bernal (Netcompany Ineos), che aveva guadagnato sei secondi conquistando il Chilometro Red Bull.

La tappa odierna è stata una fotocopia della precedente con lo scatto in partenza di due uomini, entrambi della Polti VisitMalta, che hanno inscenato un Trofeo Baracchi estemporaneo. A fianco della maglia azzurra, Diego Pablo Sevilla, a caccia di punti per rimpolpare la guida della classifica degli scalatori, si è portato un autentico specialista delle fughe da lontano, il reggiano Mirco Maestri. I due hanno pedalato insieme per 194 chilometri, ottenendo un vantaggio massimo superiore ai cinque minuti dopo un’ora di corsa. Superati sia il Byala Pass che il successivo Vratnik Pass, entrambi conquistati da Sevilla, l’azione dei due attaccanti si è andata gradualmente affievolendo fino al ricongiungimento ai meno 27 dall’arrivo.

Con la pioggia a intermittenza su una strada comunque bagnata, a 23 chilometri dal traguardo è accaduto quello che molti temevano. Su una curva in discesa, affrontata a velocità elevata, è scivolato lo spagnolo Marc Soler (UAE Team Emirates XRG), trascinando con sè una ventina di corridori, tra i quali i suoi due capitani, l’inglese Adam Yates, giunto all’arrivo in forte ritardo, e l’australiano Jay Vine, costretto al ritiro insieme a Soler. Tra i potenziali uomini di classifica sono stati coinvolti anche il colombiano Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) e il canadese Derek Gee West (Lidl Trek). Dopo una neutralizzazione di cinque chilometri, la gara è ripresa ai meno 18, in prossimità del Chilometro Red Bull.

A questo punto, Filippo Ganna (Netcompany Ineos) ha impresso una forte accelerazione al plotone, pilotando Bernal alla conquista dell’abbuono. La salita di Lyaskovets Monastery Pass, immediatamente successiva al traguardo volante, è stata presa a tutta velocità. Davide Piganzoli (Team Visma Lease a Bike) si è messo in testa con a ruota il suo capitano Jonas Vingegaard. A due chilometri dal GpM il danese è scattato facendo il vuoto. Non senza fatica, sono rientrati sul re pescatore, subito dopo il passaggio in vetta, il marchigiano Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe) e il fiammingo Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché). Trovato l’accordo, i tre sono transitati ai meno cinque dall’arrivo con un margine di 18” sui più immediati inseguitori. Dopo che il vantaggio è lievitato a 24” ai meno due, il trio ha cominciato a studiarsi, favorendo il rientro del gruppo, puntualmente avvenuto a 500 dallo striscione d’arrivo. Christian Scaroni (XDS Astana Team) ha preso l’iniziativa lanciando così Silva, che riusciva a resistere ai rientri di Stork e Ciccone, verso un successo che estende fino al Rio de la Plata i confini del Giro d’Italia.

Domani sarà la volta della terza frazione, l’ultima in terra bulgara. Saranno 175 i chilometri che porteranno i corridori da Plovdiv a Sofia. Poco dopo metà percorso ci sarà da affrontare l’ascesa ai 1.334 metri del Borovets Pass, GpM di seconda categoria. La salita, con pendenza media del 5%, e massima dell’11%, terminerà a 72 chilometri dal traguardo, una distanza che dovrebbe consentire il ricompattamento del gruppo in vista d’un volatone generale nella capitale bulgara.

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