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Giro d’Italia 2026: Jonas, per il re e per la gloria

Credit: AGF
Di Simone Gambino
Pubblicato il 26 Mag. 2026 alle 20:33

La maglia rosa Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) ha vinto per distacco la sedicesima tappa del 109° Giro d’Italia, la frazione ticinese di soli 113 chilometri da Bellinzona ai 1.644 metri del traguardo di Carì. Il re pescatore ha completato il percorso di 113 chilometri in 2h57’40” alla media di 38.161 kmh. Per il quarto arrivo in salita consecutivo, al secondo posto, distanziato di 1’09”, si è piazzato l’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) con l’australiano Jai Hindley (Red Bull Bora Hansgrohe) che ha guadagnato la terza moneta a 1’11″ dal re pescatore.

Cresce in classifica generale il margine di Vingegaard che ora può vantare 4’03” su Gall e 4’27” sull’olandese Thymen Arensman (Netcompany Ineos). Una frazione breve, disputata a un ritmo vorticoso in una giornata torrida, ha causato più danni del tradizionale tappone del martedì conclusivo del Giro. Fin dall’inizio, è stato chiaro che la Visma non avrebbe dato spazio ai tentativi di fuga.

Una breve licenza è stata concessa a un quintetto, composto esclusivamente da corridori tutti già vincitori di giornata al Giro d’Italia: l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG), il livornese Diego Ulissi (XDS Astana), il colombiano Einer Rubio (Team Movistar), l’abruzzese Giulio Ciccone (Lidl Trek) e l’australiano Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team). Con un vantaggio mai superiore ai due minuti, i cinque hanno percorso in avanscoperta la parte centrale della corsa consentendo a Narvaez e Ciccone d’incamerare punti preziosi rispettivamente per le maglie ciclamino e azzurra.

Lo scatto di Harper per conquistare il Chilometro Red Bull, posto ai meno 12 dal traguardo, è stato l’ultimo atto d’un azione dal destino segnato in partenza. La Red Bull ha preso il comando delle operazioni all’imbocco della salita conclusiva. Chiaramente deve esserci stato un corto circuito nella formazione tedesca in quanto a cadere vittima di questa operazione è stato Giulio Pellizzari. Il marchigiano, messo in crisi dalla cadenza dei suoi compagni di squadra, è andato alla deriva, arrivando al traguardo staccato di 18’06 e, così, uscendo definitivamente di classifica.

Chiusa questa parentesi autolesionistica, la corsa ha ripreso il copione scontato con Victor Campenaerts, Sepp Kuss e, buon ultimo, Davide Piganzoli che hanno setacciato il gruppo, riducendolo a poche unità, prima dello scatto decisivo di Vingegaard ai meno sei dall’arrivo. Al di là d’un simbolico tentativo di Gall, nessuno ha provato a tenere la ruota del danese che così ha potuto cogliere il suo quarto successo parziale, festeggiando degnamente il 58° genetliaco del suo sovrano, Federico X.

Domani andrà in scena la diciassettesima tappa. Saranno 202 i chilometri da Cassano d’Adda, in provincia di Milano, dove si festeggerà il 60° anniversario della conquista del Giro da parte di Gianni Motta, ai 1.018 metri di Andalo, in Trentino, dove sarà posta la linea d’arrivo. E’ una giornata che sembra fatta apposta per una fuga corposa a lunga gittata in cui potranno cercare gloria coloro che finora non ne hanno trovata.

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