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Giro d’Italia 2026, prima tappa: Paul Magnier, una rosa francese sul Mar Nero

Di Simone Gambino
Pubblicato il 8 Mag. 2026 alle 18:46

Il francese Paul Magnier (Soudal Quick Step) ha vinto la tappa inaugurale del 109° Giro d’Italia, percorrendo i 147 chilometri in terra bulgara, lungo la costa occidentale del Mar Nero da Nesebar a Burgas, in 3h 20’ 58” alla media di 43,851 kmh. Il transalpino ha preceduto, al termine d’una volata monca, causa una mega caduta a 650 metri dal traguardo, il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Tram) con il britannico Ethan Vernon (NSN Cycling Team) che ha guadagnato la terza moneta.

La classifica generale riproduce l’ordine d’arrivo, con l’eccezione dell’inserimento al terzo posto di Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), grazie ai 6 secondi di abbuono conquistati lungo il percorso. Non c’è stato neanche il tempo d’abbassare la bandiera a scacchi che sono scattati Tarozzi e lo spagnolo Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta). Il gruppo ha dato spazio ai due attaccanti che hanno pedalato per 124 chilometri, con un vantaggio mai superiore ai 2 minuti e mezzo, spartendosi i traguardi parziali lungo la strada: lo spagnolo è passato due volte primo sul GpM di quarta categoria di Cape Agalina mentre il faentino ha conquistato il Chilometro Red Bull.

Il ricongiungimento generale, ai meno 23 dall’arrivo, ha segnato l’inizio della lotta tra le squadre per le posizioni in vista dello sprint finale. In realtà, questa tenzone si è conclusa con un nulla di fatto a causa del restringimento della sede stradale negli ultimi 1.500 metri che ha vanificato tutto il lavoro fatto in precedenza dalle varie compagini.

A rendere ancora più anarchica la volata, poi, è stato un capitombolo di massa occorso ai meno 650 metri dal traguardo causato dal norvegese Erlend Blikra (Uno-X Mobility). Sono scampati alla caduta solo otto corridori con Magnier che ha fatto prevalere la freschezza dei suoi 22 anni, riportando in Francia la maglia rosa a tre anni di distanza da Bruno Armirail a Cassano Magnago nel 2023.

Domani andrà in scena la seconda frazione, la più lunga e impegnativa del trittico bulgaro. I corridori viaggeranno per 222 chilometri da Burgas fino a Veliko Tarnovo. Lungo il percorso ci saranno tre GpM di terza categoria. Il Byala Pass a quota 712 dopo 116 chilometri rapidamente seguito dal Vratnik Pass, 920 metri d’altitudine, al chilometro 134.

Infine, subito dopo il Chilometro Red Bull, ci sarà il Lyaskovets Monastery Pass, alto solo 452 metri ma posto a soli 12 chilometri dallo striscione finale. Prevedibile, quindi, che ci sia una volata ristretta. Sarà da vedere se qualcuno dei velocisti riuscirà a tenere fino in fondo.

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