Il campione dell’Ecuador Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG) ha vinto l’ottava tappa del 109° Giro d’Italia, completando i 156 chilometri da Chieti, in Abruzzo, a Fermo, nelle Marche, nel tempo di 3h27’26” alla media di 45.122 kmh. Sul traguardo di Piazza Girfalco, l’uomo dallo spelling sbagliato ha conquistato il suo secondo successo in questa edizione, il quarto assoluto, nella corsa rosa, precedendo il duo norvegese della Uno-X Mobility formato da Andreas Leknessund, secondo a 32″, e Martin Tjotta, terzo a 42″. Praticamente immutata la classifica generale con il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) che ha conservato la maglia rosa mantenendo un vantaggio di 3’15” sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) e di 3’34” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale).
L’attesa frazione dei muri marchigiani non ha deluso le aspettative. La gara è stata caratterizzata, fin dall’inizio, da una raffica di scatti e controscatti. C’è stato un allungo da parte di due ciclisti italiani d’alto lignaggio: il primatista dell’ora Filippo Ganna (Netcompany Ineos), e l’ex campione d’Italia Alberto Bettiol (XDS Astana). Dopo una trentina di chilometri in avanscoperta, in cui i due hanno raggiunto un vantaggio massimo vicino al minuti, il tentativo si è esaurito ai meno 80 dal traguardo. Un successivo breve attimo di tregua ha fatto da preludio all’attacco rivelatosi, alla fin dei conti, decisivo.
A prendere il largo sono stati tre corridori: la coppia della UAE formata da Narvaez e dal danese Mikkel Bjerg, cui si è aggregato Leknessund, maglia rosa per cinque giorni nel 2023. Il trio, lavorando in perfetta armonia, non ha avuto problemi a tenere a distanza d’un minuto il drappello di 30 contrattaccanti usciti dal gruppo nella speranza d’un aggancio. Sul GpM di Capodarco, a 10 chilometri dall’arrivo, si è determinato l’esito della gara. Una lunga tirata di Berg ha preparato lo scatto di Narvaez che, stroncata la resistenza di Leknessund, si è involato solitario verso la vittoria.
Il gruppo dei migliori si è dato battaglia sul Muro di via Reputolo, a tre chilometri dalla conclusione. Il risultato di questa bagarre è stato un guadagno di due secondi in graduatoria per Vingegaard e Jai Hindley (Red Bull Bora Hansgrohe), con l’australiano che ha così superato in classifica, e probabilmente anche nelle gerarchie di squadra, un Giulio Pellizzari nuovamente in affanno.
Domani si chiuderà la prima fase del Giro con la nona tappa che, attraverso 184 chilometri, porterà i corridori da Cervia ai 1.471 metri del Corno alle Scale in provincia di Bologna. I primi due terzi del percorso saranno pianeggianti. Poi, superato il traguardo volante di Marzabotto, al chilometro 125 si comincerà a salire, senza interruzione, fino allo striscione finale. Il GpM di seconda categoria di Querciola ai meno 17, seguito dopo 5.000 metri dal Chilometro Red Bull, introdurrà la parte conclusiva della salita che avrà la parte più dura negli ultimi tre chilometri con pendenza media al 10% e massima al 15%. Il piatto sembrerebbe apparecchiato per consentire al re pescatore di rafforzare la sua ipoteca sul successo finale.