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Giro d’Italia 2026: Magnier, tris d’autore nella marca

Credit: Giorgio Ialenti
Di Simone Gambino
Pubblicato il 28 Mag. 2026 alle 19:18 Aggiornato il 28 Mag. 2026 alle 19:18

Il francese Paul Magnier (Soudal Quick Step) ha vinto in volata la diciottesima tappa del 109° Giro d’Italia lungo i 171 chilometri che hanno portato i corridori da Fai della Paganella, in Trentino, a Pieve di Soligo, nella marca trevigiana. Il 22enne, nativo di Laredo in Texas, ha completato la frazione odierna in 3h46’50” alla media di 45.231 kmh, precedendo il mantovano Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) e il friulano Jonathan Milan (Lidl Trek). Resta invariata la classifica generale con Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) in maglia rosa. Il re pescatore conserva un margine di 4’03” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) e di 4’27” sull’olandese Thymen Arensman (Netcompany Ineos).

Dopo la splendida giornata di ieri, oggi la corsa è tornata su binari più sedati, dormicchiando nell’attesa del momento chiave: il feroce muro di Ca’ del Poggio ai meno 10 dal traguardo. In tale ottica ci sono voluti 40 chilometri di scatti e controscatti perché finalmente maturasse un attacco. Artefice di questa azione, in stile Trofeo Baracchi, è stato il duo del Team Polti VisitMalta composto dal trentino Mattia Bais e dal maltese Andrea Mifsud. Nel giro di pochi chilometri l’arrivo dell’inglese James Shaw (EF Education Easy Post) e del belga Jonas Geens (Alpecin Premier Tech) ha portato a quattro il numero dei battistrada, transitati al GpM di Fastro, ai meno 83 dal traguardo, con un margine di 2’15” sul plotone. Purtroppo, per gli attaccanti, a questo punto, le squadre più forti hanno ritenuto opportuno entrare in modalità di controllo, erodendo in modo lento e clinico il vantaggio. A riprova ddi ciò, puntuale come le tasse, il ricongiungimento ha avuto luogo a 22 chilometri dalla conclusione.

Credit: Giorgio Ialenti

Con il gruppo nuovamente compatto, è iniziata un’autentica volata di 12 chilometri per prendere in testa Ca’ del Poggio, nominalmente un GpM di quarta categoria, di fatto il punto focale della gara odierna. A dare fuoco alle polveri ci ha pensato Afonso Eulalio (Bahrain Victorious). L’ex maglia rosa, ancora leader della classifica dei giovani, ha allungato il plotone provocando la reazione di Vingegaard che è passato primo in vetta. I velocisti, però, hanno mostrato grande sagacia tattica, prendendo la salita nelle prime posizioni così da limitare i danni. Si è arrivati così a una volata molto più affollata di quanto fosse nelle aspettative con Magnier, pilotato alla perfezione dal compagno Jasper Stuyven (Soudal Quick Step) che ha facilmente ottenuto il suo terzo successo in questa edizione della corsa rosa.

Credit: Giorgio Ialenti

Domani andrà in scena la diciannovesima tappa, l’attesa tradizionale cavalcata dolomitica da Feltre ai Piani di Pezzè sopra Alleghe. Nel breve spazio di 151 chilometri, i primi 50 dei quali pianeggianti, si affronteranno in successione le salite che hanno fatto la storia ultracentenaria del Giro: Passo Duran, Forcella Staulanza, Passo Giau, Cima Coppi quest’anno, e Passo Falzarego prima dell”inedita ascesa conclusiva ai Piani di Pezzè sopra Alleghe. Il destino del Giro pare già segnato ma questo non esclude che domani si possa assistere a una giornata di grande ciclismo.

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