La maglia rosa Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) ha conquistato per distacco la ventesima tappa del 109° Giro d’Italia, lungo i 200 chilometri interamente in terra friulana da Gemona a Piancavallo. Il re pescatore, al quinto successo parziale nella corsa rosa, ha completato il percorso in 5h03’55” alla media di 39,48 kmh. Come nelle precedenti quattro occasioni in cui ha vinto il danese, alla piazza d’onore, staccato di 1’15” si è posizionato l’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) che ha preceduto in volata l’australiano Jai Hindley (Red Bull Bora Hansgrohe) e il canadese Derek Gee West (Lidl Trek). La classifica generale è specchio fedele dell’ordine d’arrivo odierno con Vingegaard che ha portato il suo vantaggio a 5’22” su Gall e 6’25” su Hindley.
La frazione celebrativa del terribile terremoto che colpì mezzo secolo fa il Friuli Venezia Giulia è vissuta nell’attesa della doppia ascesa a Piancavallo, crocevia imprescindibile non solo per la vittoria di giornata ma anche per la graduatoria definitiva di questa edizione della corsa rosa. Il primo passaggio sotto il traguardo ha chiarito la supremazia di Giulio Ciccone nella classifica scalatori. Terminando quarto, il teatino ha accumulato i punti sufficienti per mettere in sicurezza la maglia azzurra. Nella successiva discesa c’è stato un tentativo d’un sestetto formato dai seguenti corridori: l’australiano Jack Haig (Netcompany Ineos), lo statunitense Larry Warbasse (Tudor Pro CyclingTeam), lo spagnolo Igor Arrieta (UAE Team Emirates), il norvegese Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), l’italiano Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), il belga Axel Huens (Groupama FDJ).
Pur conservando un margine di un minuto e mezzo all’imbocco della salita conclusiva, gli attaccanti nulla hanno potuto contro la voglia di vittoria della Visma. Vingegaard, quasi a volere mandare un messaggio al mondo, e soprattutto a Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), ha attaccato, facendo il vuoto ai meno 11 dal traguardo. Da quel momento si è assistito a un monologo decisamente poco amletico dello scandinavo che ha così inciso in modo indelebile il suo nome sul trofeo senza fine. Dietro, la lotta per le posizioni di rincalzo si è risolta in un nulla di fatto con le posizioni in classifica generale che sono rimaste immutate.
Domani, nel crepuscolo dorato del tramonto capitolino, il 109° Giro d’Italia passerà alla storia con la passerella finale di 131 chilometri. La corsa muoverà dall’Eur alle 15.45 dirigendosi verso il litorale romano per poi rientrare in città dalle Terme di Caracalla per affrontare per otto volte il circuito storico di 9.500 metri prima della prevedibile volata conclusiva in via del Circo Massimo, all’ombra della statua di Giuseppe Mazzini.