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Giro di Lombardia 2026: orfana di Tadej, che corsa sarà?

AGF
Di Simone Gambino
Pubblicato il 9 Ott. 2026 alle 15:45 Aggiornato il 9 Ott. 2026 alle 15:45

La lunga e intensa stagione 2026 si prepara ad andare in archivio con il 120° Giro di Lombardia, l’ultima delle cinque classiche monumento. La corsa delle foglie morte ha la peculiarità di unire la fatica accumulata dai corridori in otto mesi d’attività a un percorso a dir poco impietoso comprendente, nel caso dell’edizione di quest’anno, ben 4.600 metri di dislivello distribuiti lungo i 239 chilometri di percorso.

Si partirà, sabato mattina alle 11.00 dalla SS42 nella periferia di Bergamo per arrivare sul Lungolario Trento di Como intorno alle 17.00. Superati i 15 chilometri iniziali pianeggianti, i corridori affronteranno la salita di Bocche del Gavarno subito seguita dal ben più impegnativo Selvino, 10 chilometri al 6% di pendenza media. Il calvario continuerà con il Colle del Berbenno, 4,5 chilometri al 6,5%, e Valpiana, analogo in distanza e pendenza al Selvino, che verranno superati prima di passare dalla provincia di Bergamo in quella di Lecco. Saranno stati percorsi, a questo punto, 100 chilometri.

I 35 che seguiranno, privi d’asperità, indirizzeranno il gruppo verso il Lago di Como. Prima di raggiungere le sponde care ad Alessandro Manzoni, tuttavia, si dovrà affrontare il Colle Brianza dal versante di Giovenzana, 3,6 chilometri al 9,2% con punte fino 16%. Giunti, finalmente a Bellagio, ai meno 70 dal traguardo, i ciclisti troveranno sulla loro strada la leggendaria salita della Madonna del Ghisallo, 8.600 metri al 6,2% di pendenza media. Finita la discesa, ci saranno una ventina di chilometri di falsopiano prima d’entrare nell’anello finale che presenterà la doppia scalata verso San Fermo della Battaglia, inframezzata dall’ascesa verso Civiglio. A 8.500 metri dall’arrivo, il secondo passaggio nei luoghi resi immortali dai Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi farà da preludio alla picchiata conclusiva verso il traguardo dove, chiunque sia il vincitore, verrà iscritto un nome nuovo nell’albo d’oro del Giro di Lombardia.

Con Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG), incontrastato dominatore delle ultime cinque edizioni, ai box dopo l’infortunio alla Vuelta, la corsa partirà priva d’un netto favorito. Il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) si fa preferire d’una incollatura nei pronostici in virtù delle piazze d’onore conquistate nelle ultime due edizioni, a onor del vero a distanza siderale dal fuoriclasse di Komenda. Sulla carta, a contendere la vittoria all’islamico di Aalst dovrebbe essere un poker di contendenti: il ventenne francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team), il sempre temibile britannico Thomas Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), il delfino di Pogacar, il messicano Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) e l’abruzzese Giulio Ciccone (Lidl Trek), beffato per un’inezia al fotofinish proprio da Remco domenica scorsa al campionato europeo in Slovenia. Per l’Italia, a digiuno di vittorie dal secondo successo di Vincenzo Nibali nel 2017, c’è forse qualcosa più d’una speranza di poter vedere un azzurro trionfare nella corsa che, più d’ogni altra, ha esaltato l’inclinazione all’impresa solitaria di Fausto Coppi.

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