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Giro delle Fiandre 2026, Tadej campione fra i campioni

Tadej Pogacar. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF
Di Simone Gambino
Pubblicato il 5 Apr. 2026 alle 19:28

Il campione del mondo, Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) ha vinto la 110ma edizione del Giro delle Fiandre, disputata lungo i 278 chilometri da Anversa a Oudenaarde. Il fuoriclasse di Komenda ha preceduto di 34″ l’olandese Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech) con il fiammingo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) che ha guadagnato la terza moneta a 1’11. Lo sloveno, al terzo successo nella Ronde, ha così emulato quanto riuscito in precedenza solo a Eddy Merckx, capace di conquistare le prime due classiche stagionali nel 1972 e 1975. Per Pogacar è questo il dodicesimo successo in una monumento. Ora, staccato Roger De Vlaeminck, è salito al secondo posto nella graduatoria di tutti i tempi alle spalle di Merckx, primo a quota 19.

Era da tempo che non si assisteva a uno scontro frontale più spettacolare tra i grandi protagonisti delle due ruote. Dopo una fuga iniziale di 13 comprimari, che ha raggiunto un vantaggio massimo di cinque minuti, a 80 chilometri dal traguardo è rientrato sul drappello dei fuggitivi un gruppetto comprendente tutti i favoriti. Una breve tregua di 20 chilometri ha fatto da preludio alla seconda delle tre ascese all’Oude Kwaremont nella quale la maglia iridata ha impresso una forte accelerazione al plotone. Al forcing di Tadej resistevano inizialmente van der Poel, Evenepoel, Wout van Aert (Visma Lease a Bike) e Mads Pedersen (Lidl Trek) con gli ultimi due che, però, pagavano dazio nella fase conclusiva della salita. Il successivo Paterberg era fatale a Remco. Pogacar e van der Poel restavano così soli al comando ai meno 50 dal traguardo.

A questo punto, il nipote di Raymond Poulidor, abbandonando le sue iniziali titubanze, decideva di collaborare con lo sloveno. La decisione di Mathieu impediva a Evenepoel, portatosi più volte nella scia dei due battistrada, di effettuare il riaggancio. A 30 chilometri dall’arrivo, sull’Oude Kruisberg, terzultima asperità di giornata, lo sloveno imprimeva un ritmo sostenuto senza scattare.

Il tulipano resisteva, pur apparendo decisamente in affanno. L’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont registrava lo scatto decisivo. Il figlio del Tricorno allungava, dilatando, poi, il suo vantaggio sia sul Paterberg che nella fase pianeggiante conclusiva per giungere, indisturbato trionfatore, a Oudenaarde.

Con Sanremo e Fiandre in saccoccia, Pogacar è ora atteso dall’unica classica che manca al suo palmares. Domenica prossima, sulle pietre della Parigi-Roubaix, lo sloveno tenterà di riscrivere la storia del ciclismo non solo domando l’inferno del nord ma, soprattutto, ponendo le basi per realizzare l’impensabile: la scala reale, conquistando nello stesso anno tutte le corse monumento del calendario ciclistico.

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