Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » Spettacoli » TV

Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata del Festival

AGF
Di Antonio Scali
Pubblicato il 25 Feb. 2026 alle 23:52 Aggiornato il 26 Feb. 2026 alle 01:12

Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata del Festival

Seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Questa sera abbiamo ascoltato la prima metà delle canzoni in gara. Di seguito tutti i voti di TPI ai cantanti, ospiti, conduttori e personaggi di oggi.

Patty Pravo 7 – Tocca alla divina Patty aprire con la sua grazia da splendida 77enne la seconda serata. Se in questo Festival i veri Big si contano sulle dita di una mano, lei è la vera diva. Una delle ultime grandi signore della musica italiana nobilita con la sua voce un brano intenso firmato Giovanni Caccamo, da recitare quasi più che da cantare.

LDA & Aka7even 6,5 – Si divertono, si vogliono bene e si vede, hanno talento. Che volete di più? Ritmi latineggianti in salsa partenopea, Vesuvio e reggaeton. Un brano caciarone da ballare quest’estate in spiaggia, alle 4 di notte, costume e piedi scalzi, con in corpo un tasso alcolemico non indifferente.

Enrico Nigiotti 7- – Scrittura contemporanea, interpretazione intensa, uno dei testi più belli di questo Sanremo. Il cantautore toscano appare pienamente a fuoco, anche se a questo pezzo manca una cosa fondamentale: un ritornello forte e riconoscibile.

Tommaso Paradiso 7,5 – Il reuccio di Roma Nord conferma di aver portato uno dei suoi pezzi più centrati degli ultimi anni. Si aggrappa all’asta del microfono come se ci volesse fare l’amore. Un’intensa lettera alla figlia per una hit garantita che spopolerà a lungo nelle radio. Il fu leader dei TheGiornalisti is back.

Elettra Lamborghini 5,5 – “Elettra, Elettra Lamborghini”. Non si può dire che con questo brano ci abbia spiazzati. Il balletto è già virale, ma la canzone resta bruttina e non cresce con il passare degli ascolti, nonostante l’apprezzabile tentativo di omaggiare la Carrà (Raffa da lassù perdonala!). La solita bagarre: lei fin troppo impostata, mentre attorno si agitano ballerini e piume di struzzo.

Ermal Meta 7,5 – C’è il racconto, la sua capacità interpretativa, il tema attualissimo e drammatico della guerra, affrontato attraverso la storia di una bambina palestinese morta. Una finestra sul mondo, ma in questi casi il crinale tra intensità e retorica è sottilissimo. “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio”. Quanta verità.

Levante 7,5 – Vocalmente una spada, elegante, capacità interpretative assolute che in qualche passaggio mi hanno ricordato Mia Martini. La canzone non è certamente immediata, ma cresce nella sua profondità con gli ascolti. Melodia e metrica non banali, per una delle ballad migliori di questa edizione.

Bambole di pezza 7 – Sanno suonare e stare sul palco. Danno loro la sveglia a una serata finora con pochi sussulti. Più pop che rock. Le Bambole, band orgogliosamente femminile e femminista, sono le nostre Spice Girls.

Chiello 5,5 – Un alieno sul palco dell’Ariston. Ci aspettavamo un pezzo rap all’altezza della sua produzione, opta invece per un easy pop che non graffia. “Lasciami sciogliere nell’agonia”, canta. Ok bro.

J-Ax 8 – Quanto ci piace questo J-Ax in versione cow-boy country. Diverte e si diverte, con un brano satirico sugli atavici vizi e difetti italici. Riso amaro: un ritratto tagliente e spietato come la sua scrittura. Banjo, ballerini e violino, siamo con lui in questo coloratissimo saloon. C’è mestiere e si vede.

Nayt 7,5 – Ha una bella penna, si gioca al meglio la carta dell’esordiente con un rap intelligente e ben scritto, sui pericoli della spersonalizzazione via social. Uno di quei brani che cresce con gli ascolti, certamente non sanremese in senso classico. Sicuro di sé, quasi strafottente. E questo forse è uno dei suoi punti di forza. Con Sayf, le belle rivelazioni di Sanremo 2026.

Fulminacci 9 – Questo ragazzo farà tanta, ma tanta strada. Un cantautore originale e riconoscibilissimo. Una boccata d’aria fresca, la canzone indie-pop perfetta. Complimenti anche a chi si occupa del suo look. Per me il vincitore è lui. Non ho altro da aggiungere, vostro onore.

Fedez & Masini 7 – In radio li ascolteremo a lungo. Due artisti molto diversi che si fondono in un’operazione riuscita. Le barre di Fedez, la canna vocale di Masini che raggiunge vette inerpicabili. L’arte di essere padri, i mostri sotto al letto e non solo. Puntano dichiaratamente, almeno, al podio.

Dargen D’Amico 6 – Sono lontani i fasti di Dove si balla, ma anche di Onda Alta. Che poi lo schema è sempre quello: un brano frizzante e ritmato per trattare temi attuali e sociali. In questo caso l’intelligenza artificiale. Ma la riuscita finale convince solo a metà: ha senz’altro scritto di meglio.

Ditonellapiaga 8,5 – A mezzanotte e mezza spettina le impellicciate signore delle prime file dell’Ariston con una performance nuovamente perfetta e completa. Dalla vocalità all’attitude, dalla coreografia alla presenza scenica passando per la regia televisiva e il look: sembra un videoclip. Ci sono tutti gli elementi per diventare una hit.

Gli altri – Gazzoli genuino e senza inutili sbrodolamenti. Achille Lauro ci regala con una performance da brividi di “Perdutamente”, dedicata alle vittime della tragedia di Crans-Montana, il momento migliore di questo Festival. Le canzoni delle Nuove Proposte – specie i vincitori di questa semifinale Angelica Bove e Nicolò Filippucci – non avrebbero sfigurato tra i Big. La voce graffiata di Fausto Leali, classe 1944, è di un’altra categoria: patrimonio nazionale.

In generale sicuramente c’è più ritmo rispetto alla prima serata, ma appare tutto poco a fuoco. Sul palco si alternano in un ammasso a tratti schizofrenico: Conti, Pausini, Lauro, Gazzoli, Lillo, Fogliati e De Lucia. Più gli ospiti. Troppa grazia Sant’Antonio. Per Pilar Fogliati e Lillo c’è spazio solo per qualche gag. Che senso ha riempire il palco con questo po’ po’ di co-conduttori se poi non hanno modo di esprimersi come meriterebbero?

QUI TUTTE LE NOTIZIE SUL FESTIVAL DI SANREMO
Leggi l'articolo originale su TPI.it
Exit mobile version