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Giovanni Minoli a TPI: “Oggi la politica insegue la tv”

La mail di Renzi sugli accordi con i direttori di rete? “Mi fa ridere. Sulla Rai c’è molta ipocrisia". L'intervista integrale sul nostro settimanale, in edicola dal 12 novembre

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 12 Nov. 2021 alle 14:17 Aggiornato il 17 Dic. 2021 alle 11:52

“Accordo con Orfeo (Mario, all’epoca direttore generale della Rai, ndr)”. “Accordo con Confalonieri (Fedele, presidente di Mediaset, ndr)”. E su La7 “essere sempre presenti, anche nei formati mattutini, con i migliori. Pretendere di indirizzare alcuni contenuti”. Sono passaggi tratti da una email scritta da Matteo Renzi al suo staff nel 2018, alla vigilia delle elezioni politiche: il messaggio (penalmente irrilevante) è spuntato fra i documenti dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla Fondazione Open. Dunque Renzi – più in generale la politica – manovrano per pilotare l’informazione tv? Ne parliamo con un maestro della disciplina: Giovanni Minoli.

Ha letto cosa scriveva Renzi?

“Mi fa ridere”.

Perché?

“Vogliamo avere il coraggio di dire, una volta per tutte, che la legge stabilisce che gli azionisti della Rai sono i partiti?”.

Veramente gli azionisti della Rai saremmo noi cittadini…

“La legge dice che il cda della Rai è fatto dai partiti. È sempre stato così. Tutto il resto è ipocrisia”.

Dalla mail però emergono anche rapporti tra Renzi e le reti private?

“Bah… Molto ambiguo quello che c’è scritto ad esempio su La7 e Mediaset. E molto vago. Sembra più che altro un tentativo di informarsi sui palinsesti”.

C’è un tentativo della politica di influenzare le scalette dei tg e dei talk show?

“C’è sempre stato. Ma oggi chi stabilisce chi va in trasmissione?”.

Me lo dica lei.

“Le redazioni delle tv chiedono ai partiti un ospite con determinate caratteristiche. Poi i partiti mandano quello o quell’altro a seconda delle richieste…”.

E quindi?

“È la tv che ha vinto……………..

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