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Franca Rame violentata, lo stupro citato da Rula Jebreal a Sanremo 2020

Nella prima puntata di oggi del Festival di Sanremo la giornalista Rula Jebreal ha parlato anche di Franca Rame e della violenza subita nel 1973

Di Antonio Scali
Pubblicato il 4 Feb. 2020 alle 22:00

Franca Rame violentata, lo stupro citato da Rula Jebreal a Sanremo 2020

Era il 9 marzo 1973 quando Franca Rame subì una violenza, uno stupro che la segnarono per sempre. Cinque esponenti di estrema destra la fecero salire su un camioncino con la forza e la stuprarono per ore.  Le spaccarono gli occhiali, la tagliarono con una lametta, la bruciarono con le sigarette.

Un gesto efferato per colpire “la compagna di Dario Fo“, che collaborava con Soccorso Rosso nelle carceri e che si era esposta sul caso Pinelli. Una donna scomoda, dunque, che parlava anche quando altri volevano tacesse. Una femminista, che aveva anche prestato la sua voce all’Organizzazione Soccorso Militare. Una donna che per alcuni doveva restare al proprio posto.

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Uno stupro quello di Franca Rame che a oltre 25 anni da quell’episodio non ha avuto nessuna condanna, ma solo la prescrizione. Eppure l’attrice teatrale, nonostante tutto quello che ha subito, non ha smesso di restare vicino alle donne e di combattere contro ogni forma di violenza.

Nel 1975 Franca Rame portò a teatro un memorabile spettacolo, un monologo, dal titolo appunto Lo stupro, per raccontare quelle interminabili e terribili ore. “Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

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Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani”. Questo è un passaggio tra i più forti del monologo di Franca Rame Lo stupro, poi confluito nello spettacolo Tutta Casa, Letto e Chiesa. Sette minuti di dettagli chirurgici molto forti, che negli anni ’80 l’attrice portò in televisione, in Rai, davanti a milioni e milioni di persone, in un’epoca in cui di violenza sessuale si parlava troppo poco.

A questo drammatico episodio ha fatto riferimento Rula Jebreal nel suo intervento durante la prima serata del Festival di Sanremo 2020 del 4 febbraio.

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