Volto noto della fiction Distretto di Polizia, Simone Corrente ha smesso da tempo di fare l’attore. Intervistato da Fanpage, infatti, l’ex interprete ha rivelato di vivere a Bali dove ha intrapreso la carriera di imprenditore. Malgrado il successo e i soldi, Corrente non era felice: “Con i primi soldi comprai anche tanta droga. La trasgressione mi attraeva perché era un modo per uscire dalla mia infelicità. Sin da piccolo sono stato ipersensibile e crescendo ho cercato di soffocare quella sensibilità, quella sofferenza. La droga, quindi, era un modo per tentare di uscire da quel dolore. A un certo punto è diventata parte della mia vita, la mia medicina. All’inizio può sembrare una soluzione, poi diventa una prigione. Tra le cose che mi hanno aiutato a uscirne c’è anche la meditazione”.
Oltre alla fama e al successo, Distretto di Polizia ha permesso a Corrente di conoscere Giulia Bevilacqua con la quale ha avuto una relazione durata 6 anni. Tuttavia, dopo un viaggio in Myanmar, l’ex attore ha capito che lì avrebbe potuto trovare quello che cercava comunicandolo alla compagna: “Mi ha capito subito, ha capito la sofferenza che vivevo, ha capito che lì c’era qualcosa per me e che io non potevo non ascoltare quella chiamata. Ci siamo lasciati poco dopo”. Da lì è partito alla volta dell’India dove ha conosciuto la meditazione: “Ero da solo e dovevo contare sulle mie forze. È così che inizi a conoscerti veramente: ti fai tenerezza, ti ami, ti stimi, ti incontri per la prima volta. Non ha prezzo”.
Poi l’incontro con Suman, che è diventata sua moglie e con la quale ha avuto due figli. Oggi “ho due ristoranti. Uno a Bali e uno a Flores. Li ho costruiti e avviati e adesso li gestisco con mia moglie. Abbiamo 47 dipendenti a Bali e 30 a Flores. Io e Suman decidiamo le strategie, le ricette e facciamo il training ai nostri dipendenti”. Se quel giorno non avesse deciso di partire, le cose avrebbero potuto prendere una piega diversa: “Probabilmente mi sarei ammazzato per mettere fine alla mia sofferenza. Ho giocato con la vita più di una volta, però poi mi dicevo: ‘Aspetta, quante cose devi fare ancora?’ Per fortuna ho avuto un fuoco che si è acceso e che ha preso le decisioni per me e sono partito verso l’ignoto”.