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Sanremo 2024, il capo della comunità ebraica milanese attacca Ghali: “Non possiamo accettare la sua propaganda anti-israeliana”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 8 Feb. 2024 alle 00:20 Aggiornato il 8 Feb. 2024 alle 00:31

Sanremo 2024, il capo della comunità ebraica milanese contro Ghali

Non è piaciuta al capo della comunità ebraica milanese Casa mia, la canzone che Ghali ha presentato alla 74esima edizione del Festival di Sanremo.

Il giorno seguente l’esibizione del cantante, andata in scena sul palco dell’Ariston nella serata di martedì 6 febbraio, infatti, Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, ha dichiarato: “Al Festival di Sanremo, uno spettacolo che dovrebbe unire gli italiani, è andata in scena una esibizione che ha ferito molti spettatori”.

“Ghali ha proposto una canzone per gli abitanti di Gaza, ma a differenza di Ghali non possiamo dimenticare che questa terribile guerra è il prodotto di quanto successo il 7 ottobre. Dopo che i terroristi di Hamas, che controllano Gaza, superano il confine legalmente riconosciuto di Israele e sterminano in sole due ore oltre 1.400 ebrei, con donne stuprate e mutilate, le ragazze davanti ai propri genitori e le madri davanti ai propri figli, neonati bruciati vivi nei forni a microonde, bambini ammazzati a freddo uno per uno, disabili e anziani massacrati senza pietà”.

Meghnagi, quindi, fa una lunga disanima su quanto accaduto dopo il 7 ottobre per poi concludere: “Non possiamo accettare che nella nostra Italia, nel paese dei nipoti di quanti hanno stilato le Leggi Razziali, si possa spacciare una tale propaganda antisraeliana, in prima serata, sulla televisione pubblica”.

“Non col nostro silenzio. Le nostre sinagoghe e le nostre scuole sono circondate dalla polizia e dall’esercito, sappiamo sulla nostra pelle che la propaganda finisce per armare le mani dei violenti. E ci chiediamo, dove sono i vertici Rai?”.

Il cantante ha poi replicato attraverso un messaggio sui social sottolineando che “è necessario prendere una posizione perché il silenzio non suoni come un assenso”.

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