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Gianluigi Nuzzi: “Marco Poggi pagato per l’intervista a Quarto Grado? Ho querelato Corona e tornerò a querelarlo”

Le parole del conduttore e giornalista

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 8 Giu. 2026 alle 15:58

Gianluigi Nuzzi smentisce che Marco Poggi sia stato pagato per l’intervista esclusiva rilasciata a Quarto Grado, in onda su Rete 4 nella serata di venerdì 5 giugno. Sul colloquio, il giornalista e conduttore afferma in un’intervista a Libero: “A me ha commosso la nostra Martina Maltagliati, che con una gravidanza al settimo mese, con quel suo bel pancione da dolce attesa, ha preso l’ennesimo treno, è andata a Mestre e ha condotto un’intervista così densa. Se c’è qualcuno a cui va il mio plauso è lei”. Nuzzi condivide le preoccupazioni del fratello di Chiara Poggi sull’eccessiva esposizione mediatica del caso: “Non me ne voglia il dottor Napoleone, però io mi aspettavo, di fronte a un’indagine che desta un così forte allarme sociale, una procura della Repubblica attenta anche a evitare che la gente finisse nelle ghigliottine delle fake news e della disinformazione. Invece l’unico comunicato afferente alle questioni mediatiche è dell’ottobre scorso ed è stato vergato per smentire quanto detto da Fabrizio Corona, che io ho querelato e che tornerò a querelare”.

Corona, infatti, nei giorni scorsi ha sostenuto che Marco Poggi sarebbe stato pagato 50mila euro per l’intervista. Una dichiarazione che Gianluigi Nuzzi respinge con forza: “Ma, vorrei sapere, quella cifra da dove gli viene? Perché proprio 50mila e non 100mila a questo punto, o addirittura un milione? A Quarto Grado il massimo che possiamo pagare è una pizza, mi creda. Forse un pernottamento o un volo aereo quando è necessario. Niente di più”. Il conduttore, poi, condivide anche il ricordo della visita nella casa della famiglia Poggi: “Ci sono stato e ho salutato con rispetto i genitori di Chiara che hanno tolto le lancette ai loro orologi. In quella casa è rimasto tutto identico a due decenni fa, eccezion fatta per il tappetino del bagno. Fa parte di un’elaborazione del lutto che i coniugi Poggi hanno vissuto in maniera estremamente graduale perché, di fronte a una cosa così spaventosa, quale genitore riesce a tornare alla normalità?”.

Secondo il giornalista il caso Garlasco presenta “due punti senza precedenti”: “Il primo è che c’è una procura che riconsidera radicalmente quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione e cerca di scrivere una pagina nuova. Questo, francamente, in Italia non è consueto”. Un fatto che, secondo il conduttore, rappresenta “un segno di salute per una magistratura che ha un senso di autocritica profondo. Tuttavia la speranza, adesso, è che non si replichino le sciatterie viste e patite sulla vita di Alberto Stasi”.

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