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Morto Carlo Delle Piane, lavorò con Sordi, Totò, De Sica e Avati

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 24 Ago. 2019 alle 08:43 Aggiornato il 24 Ago. 2019 alle 08:45

Morto Carlo Delle Piane: aveva 83 anni

È morto a Roma l’attore Carlo Delle Piane. Ne dà notizia la moglie, Anna Crispino. L’attore, 83enne, aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri, fino al fortunato decennio con Pupi Avati.

Ben 110 film all’attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati. Settanta anni di carriera festeggiati lo scorso anno alla mostra del cinema di Pesaro. Un’avventura iniziata all’età di 12 anni: “Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore – le sue parole -. Io, che ero sempre all’ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca”.

Ancora provato dall’emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma si è spento ieri, 23 agosto, a Roma.

La carriera

Un film dietro l’altro per Carlo Delle Piane, per lo più commedie brillanti. Durante la sua carriera ha recitato con tutti: Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, “uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini – le parole di Delle Piane -. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così”.

Una grande passione poi per il collega Buster Keaton, un punto di riferimento: “Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre”.

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