Carlo Conti torna a parlare di Andrea Pucci e della rinuncia di quest’ultimo di co-condurre il Festival di Sanremo. Ai microfoni di Rtl 102.5, il conduttore e direttore artistico della kermesse musicale ha dichiarato: “Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca: nessuno si permette di interferire, di dirmi chi prendere o meno. Non è successo né prima con altri governi né con questo. Siamo professionisti e lavoriamo con autonomia. Se ci sono stati errori è solo colpa mia: Pucci era una scelta del tutto autonoma, era stato premiato all’Arena per gli incassi del teatro, a Zelig non era mai successo niente. Ma il festival è nell’occhio del ciclone e si viene tirati un po’ tutti per la giacca, è l’occasione per parlare e sparlare”.
Sulla foto che Andrea Pucci aveva postato sui social prima del dietrofront, e che lo vedeva completamente nudo, Conti afferma: “È stata una goliardata. Spero che all’inizio del festival si torni a parlare solo di musica, dei cantanti, delle canzoni, delle serate con leggerezza, come deve essere”. Il presentatore, poi, conferma che questo sarà il suo ultimo Festival di Sanremo: “Questo è il mio quinto festival, il numero perfetto per smettere: va bene così. Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l’abbiamo fatta in tre: 10 anni tra me e Amadeus e due anni Baglioni, abbiamo fatto un grande lavoro in questi 12 anni ma è anche bello cambiare, con nuove idee, nuova linfa”.
Nella settimana di Sanremo si finisce “nel frullatore: la conduzione è la cosa più facile, la punta dell’iceberg, la direzione artistica invece impone di seguire tutto, le luci, le prove, le piccole sfumature, le idee che metti dentro con il gruppo di autori. Ti alzi la mattina, vai in conferenza stampa, rispondi alle domande, alcune pertinenti altre fatte per cercare polemica ma fa parte del gioco, poi ci sono le prove, i dettagli, l’ultima riunione scaletta, i momenti da condividere con i co-conduttori. Il pranzo? Spilluzzico qualcosa in camerino. I riposini? Non c’è tempo”.