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Carlo Conti: “Io meloniano? Sono un uomo libero di fare il mio lavoro, che è fare il giullare in tv”

Credit: AGF

Le parole del conduttore alla vigilia dell'inizio del Festival di Sanremo

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 23 Feb. 2026 alle 17:23 Aggiornato il 23 Feb. 2026 alle 17:23

Nella conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo 2026, al via su Rai 1 martedì 24 febbraio, Carlo Conti risponde alle accuse di essere meloniano e si dice un uomo libero di fare il suo lavoro. Il conduttore e direttore artistico della kermesse, infatti, ha dichiarato: “Una volta mi dicevate renziano ora divento meloniano. Io sono indipendente nel mio lavoro che è poi fare orgogliosamente il giullare in tv”. Parole che sono state commentate da Laura Pausini, co-conduttrice della manifestazione canora, che ha affermato: “Non sei affatto un giullare per tutto quello che fai anche fuori dal festival e come direttore artistico ti prendi la responsabilità del destino di giovani artisti. Sei un gran signore della tv”.

Il presentatore, poi, ha smentito nuovamente la presenza della premier all’Ariston sottolineando: “Giorgia Meloni è una cittadina libera, se compra il biglietto è libera di venire al festival”. Negli stessi minuti, la stessa presidente del Consiglio ha smentito, sui social, la sua presenza a Sanremo: “Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza”. La presidente del Consiglio continua: “A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”.

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