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Aldo Cazzullo stronca la canzone di Sal Da Vinci: “Adatta a un matrimonio della camorra”

Credit: AGF

Esplode la polemica sui social

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 4 Mar. 2026 alle 16:14

Aldo Cazzullo stronca la canzone di Sal Da Vinci vincitrice del Festival di Sanremo 2026 ed esplode la polemica sui social. Il giornalista, vicedirettore del Corriere della Sera, rispondendo ad alcuni lettori ha duramente criticato il brano Per sempre sì: “Se al festival di Sanremo di settant’anni fa qualcuno avesse portato una canzone banale e scontata come quella di Sal Da Vinci, l’avrebbero bocciata sonoramente”. Cazzullo precisa che non si tratta “di essere contro il popolo. Nel blu dipinto di blu era una canzone popolarissima. Ed era, anzi è, una canzone meravigliosa, che esprimeva quel preciso momento storico, l’inizio del miracolo economico, e quindi la fiducia nella vita e nel futuro”.

Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico. Per fortuna sono del Sud artisti che a Sanremo avevano canzoni interessanti, come Samurai Jay e Serena Brancale” aggiunge il giornalista. Aldo Cazzullo precisa di non essere contro Sal Da Vinci “che è pure una persona simpatica”. Ma il suo giudizio sul brano resta negativo: “Resta l’impressione che l’Italia dei primi anni 2000 sia un Paese in cui chiunque possa fare qualsiasi cosa. Chiunque può allenare la Nazionale, chiunque può fare il presidente del Consiglio, chiunque può fare il capo dell’opposizione, al prossimo giro chiunque potrà fare il presidente della Repubblica; e Sal Da Vinci può vincere il festival di Sanremo”.

L’articolo di Cazzullo ha provocato numerose critiche sui social con diversi utenti che si sono schierati con il cantante partenopeo. In particolar modo, a essere criticato, è stato l’accostamento tra la canzone dell’artista napoletano con la camorra. “Una critica musicale è legittima, ma questo è un commento semplicistico, razzista e pieno di pregiudizi” è uno dei commenti che si legge. E ancora: “Un giornalista che scrive queste cose è a dir poco imbarazzante”. Un altro utente scrive su X: “Vorrei sapere come e quando Cazzullo ha sviluppato questa straordinaria conoscenza delle colonne sonore dei matrimoni dei camorristi”.

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