Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Senza categoria

    La tormentata storia dei curdi, il più grande popolo senza Stato

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 16 Ott. 2019 alle 16:11 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:12

    La tormentata storia dei curdi, il più grande popolo senza Stato

    Nei giorni dell’offensiva militare turca nel nord est della Siria, la storia dei curdi torna al centro del dibattito. Il popolo curdo che da secoli spera di avere un proprio stato, sta vedendo sfumare – per l’ennesima volta – il suo sogno di autonomia e indipendenza. L’attacco della Turchia, avviato il 9 ottobre 2019 rappresenta una nuova delusione per i curdi, che nei territori del Rojava e nelle regioni nord-orientali del paese avevano creato una amministrazione autonoma e avevo combattuto in prima linea l’Isis. Gli Stati Uniti, alleati dei curdi e delle milizie del Ypg, hanno deciso di ritirare le truppe schierate nell’area, lasciandoli di fatto alla mercé dell’esercito turco.

    E quello degli Stati Uniti è solo l’ultimo dei tradimenti della storia nei confronti dei curdi, dopo la caduta dell’Impero ottomano, alla fine della Prima guerra mondiale.

    Le aspirazioni indipendentiste di quello che è più grande popolo senza Stato sono costantemente state deluse. Nel 1920, con il trattato di Sevres, pareva che finalmente i curdi dovessero ottenere un proprio stato, un Kurdistan indipendente nei territori della Mesopotamia, a cavallo tra Turchia, Siria, Iraq e Iran, con capitale Diyarbakir.

    Quando in Turchia prese il potere Mustafa Kemal Ataturk, il “padre dei turchi”, impose la sua visione e le sue pretese, ribaltando quel trattato così “punitivo” nei confronti dell’Impero ottomano sconfitto in guerra.

    Con il ribaltamento di quel trattato, e con la nuova convenzione di Losanna del 1923, la speranza dei curdi di avere un loro stato fu soppiantata del tutto.

    Il passaggio da Sevres a Losanna rimane il più grande trauma storico-politico della storia curda e ne immobilizzerà la scena politica per 50 anni.

    La nascita del Kurdistan iracheno

    Le mire indipendentiste dei curdi tornarono alla ribalta negli anni ’70, quando Mustafa Barzani, padre di Massud Barzani, attuale presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno (Krg), avviò una lotta armata nel nord dell’Iraq per l’indipendenza del suo popolo. Era il 1974. I curdi in quegli anni poterono contare sul sostegno economico e bellico da parte di Israele e Iran, entrambi impegnati a destabilizzare Baghdad. Il sostegno durò poco, perché sia Teheran che lo Stato ebraico si tirarono indietro per diversi motivi.

    Negli anni successivi iniziò una nuova stagione di lotta per i curdi, con la fondazione del Pkk, il partito curdo dei lavoratori in Turchia, che dal 1984 è in guerra con lo stato centrale. Ankara da allora ha inserito il partito nella lista di organizzazioni terroristiche, e lo stesso hanno fatto Usa e Ue.

    Una data cruciale è 2005, quando viene fondato il Kurdistan iracheno, il (Krg), regione autonoma ma non indipendente dal Baghdad.

    La resistenza del Pkk in Iraq è stata resa facile dal territorio montagnoso in cui i miliziani agiscono indisturbati.

    Una figura chiave, in negativo, nella storia del popolo curdo, fu rappresentata da Saddam Hussein. I curdi avevano orchestrato un colpo di stato per rovesciare il dittatore iracheno, con il sostegno di Washington. Ma gli Stati Uniti voltarono le spalle ai curdi. La vendetta di Saddam fu spietata: il dittatore mise in atto il famoso massacro di Anfal, usando gas e armi chimiche al limite della pulizia etnica.

    La storia dei curdi | La figura di Abdullah Ocalan

    La storia dell’indipendenza curda passa per una delle figure più carismatiche e controverse: Abdullah Ocalan, fondatore del Pkk. Dal 1979, anno successivo alla fondazione del partito dei lavoratori curdo, Ocalan si stabilì in Siria, avviando una stretta collaborazione con Hafez al Assad, padre del presidente attuale Bashar. Anche in quel caso i curdi si dovettero scontrare con un pesante voltafaccia, e cacciarono Ocalan nel 1998. Da allora il leader del Pkk rimbalzò tra Russia, Italia e altri paesi, per poi essere arrestato in Kenya nel 1999 e trasferito sull’isola di Imrali, nel mare di Marmara, dove sta scontando il suo ergastolo.

    Qui una serie di link utili:

    • Per capire cosa sta succedendo in Siria bisogna tornare indietro di 70 anni

    • Altro che difendere i curdi, Putin vuole prendersi il Medio Oriente (di Giulio Gambino)

    • Chi sono i curdi e perché non sono mai riusciti ad avere uno loro Stato

    • La Turchia invade la Siria: chi sta con chi e cosa sta succedendo nello scenario internazionale

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version