Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » Scienza

Una scoperta scientifica rivela che gli antenati dei britannici avevano la pelle nera

La ricostruzione facciale del Cheddar Man. Credit: Channel 4

Alcuni scienziati sono riusciti a estrarre il DNA da uno scheletro dell'età della pietra, per analizzarlo e farne una ricostruzione facciale

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 7 Feb. 2018 alle 15:18

Grazie alle tecnologie all’avanguardia disponibili oggi, alcuni scienziati inglesi hanno scoperto che i bretoni che occupavano il territorio inglese 10mila anni fa avevano la pelle scura, gli occhi azzurri e i capelli ricci.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Il progetto

Per arrivare a una simile conclusione, i ricercatori del Natural History Museum di Londra hanno estratto il DNA dallo scheletro del Cheddar Man, il più antico scheletro completo britannico, trovato nel 1903, quando è stato dissotterrato dalla grotta di Gough, situata nella Somerset’s Cheddar Gorge.

Dopodiché, i ricercatori dell’University College London hanno utilizzato l’analisi del genoma per effettuare una ricostruzione facciale dello scheletro.

Se ti piace questa notizia, segui TPI Pop direttamente su Facebook

È la prima volta che viene fatta un’operazione del genere sullo scheletro di un bretone appartenente a un’epoca preistorica, e la ricerca ha sottolineato il fatto che il gene chiaro della pelle tipico degli inglesi è probabilmente l’effetto di un cambiamento avvenuto soltanto di recente.

L’analisi del DNA dello scheletro del Cheddar Man

Lo scheletro del Cheddar Man, inoltre, rivelava che l’uomo era più basso rispetto agli standard odierni – poco più di un metro e sessanta -, e che probabilmente morì tra i venti e i trenta anni.

Le fratture sulla superficie del cranio evidenziano la violenza della sua morte, probabilmente avvenuta per mano di un membro della sua tribù che lo ha poi posizionato all’interno della caverna dove è stato ritrovato lo scheletro.

I ricercatori del Natural History Museum hanno estratto il DNA da una parte del cranio vicino all’orecchio, anche se all’inizio gli scienziati Ian Barnes e Selina Brace non erano sicuri di ottenere delle informazioni dai resti dello scheletro.

Quando, al contrario, gli studiosi hanno ottenuto molte più informazioni di quelle che credevano, hanno scoperto che il Cheddar Man ha vissuto nel Mesolitico.

Leggi anche: Tutte le persone con gli occhi azzurri hanno un unico antenato in comune

La ricostruzione facciale del Cheddar Man

L’analisi del DNA effettuata dal Natural History Museum ha mostrato infine che i bretoni dell’età della pietra avevano capelli scuri – con una piccola probabilità che fossero più ricci della media – occhi azzurri e pelle probabilmente di colore marrone scuro tendente al nero.

Nonostante la descrizione possa sembrare molto lontana dall’attuale sembianza degli inglesi, era molto comune, nel Mesolitico del centro-Europa, avere tratti somatici di questo genere.

La pelle pallida probabilmente è arrivata in Inghilterra con la migrazione di persone arrivate dal Medio Oriente circa 6mila anni fa.

Questa popolazione aveva la pelle bianca e gli occhi marroni, e ha assorbito popolazioni come quelle a cui apparteneva il Cheddar Man, cambiandone i tratti genetici.

I risultati dell’analisi del DNA suggeriscono anche che il Cheddar Man non beveva latte da adulto: questa abilità, infatti, si diffuse solo molto più tardi, dopo l’inizio dell’età del bronzo.

Altri progetti simili

Il genoma di Cheddar Man rivela che era strettamente imparentato con altri individui mesolitici, i cosiddetti cacciatori-raccoglitori occidentali, i cui DNA sono stati analizzati in Spagna, Lussemburgo e Ungheria.

Gli artisti olandesi Alfons e Adrie Kennis, specializzati in modellistica paleontologica, utilizzano i tratti genetici per combinarli con le misure fisiche rilevate dallo studio degli scheletri.

Così facendo, gli artisti danno un volto incredibilmente verosimile dei nostri antenati.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop

Leggi l'articolo originale su TPI.it
Mostra tutto
Exit mobile version