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    Asse Vaticano-Governo per un post-Covid nel segno della parità di genere

    La ministra per la Famiglia Elena Bonetti e l'arcivescovo Vincenzo Paglia
    Di Arnaldo Casali
    Pubblicato il 28 Mag. 2020 alle 12:01 Aggiornato il 28 Mag. 2020 alle 12:02

    L’emergenza Coronavirus e le sue disastrose ripercussioni sul piano economico hanno colpito in particolare le donne, che restano i soggetti più fragili nel mercato del lavoro. Le statistiche dicono che per colmare il gap di genere ci vorrebbero 257 anni; e il dato più inquietante è che l’anno scorso eravamo a 212. Oggi in Italia il tasso di occupazione femminile è inferiore al 50%: meno di una donna su due, quindi, lavora. E anche molte di quelle che lavorano, non hanno un conto corrente. Si pone quindi il fenomeno della dipendenza finanziaria dai propri mariti anche di donne lavoratrici.

    Se ne è parlato nel corso di un incontro online che il 27 maggio ha visto protagonisti la ministra per la famiglia e le pari opportunità Elena Bonetti e l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia; un incontro destinato a gettare le basi per una collaborazione delle due istituzioni, nell’ottica di un nuovo Rinascimento che metta al centro le donne per un post-Covid19 sotto il segno dell’inclusione, della solidarietà, dell’emancipazione sociale, culturale ed economica. La Ministra Bonetti ha presentato il lavoro compiuto da una task force composta da dodici donne, tra cui economiste, giornaliste, ricercatrici e imprenditrici chiamate a formulare proposte per ricostruire l’Italia dalle macerie della pandemia.

    Al basso tasso di occupazione delle donne si affianca l’altrettanto basso tasso di natalità. Sono inoltre ancora una minoranza le donne che studiano Scienze, Tecnologia e Matematica, eppure quelle che operano in questo ambito guadagnano più degli uomini. “Le parole chiave per un futuro di inclusione – dice ancora la Ministra – sono connettere, promuovere, curare, educare. Dobbiamo lavorare per ridurre i tanti divari che impediscono una piena partecipazione e valorizzazione delle donne; maggiori opportunità per loro sono il segno di una società civile e pienamente umana”. In questo senso il rapporto della task force contiene importanti suggerimenti: tra questi aiuti ad ex detenute e a donne con figli disabili, ma anche una “certificazione di parità” per le aziende. E ancora, un fondo per la micro impresa femminile per le donne colpite dal Covid.

    A questi fronti monsignor Paglia aggiunge le riflessioni su roboetica e intelligenza artificiale, su cui sta lavorando con la Pontificia Accademia per la vita con la “Call for an all ethics”: un documento nato per sostenere un approccio etico all’Intelligenza Artificiale e promuovere un senso di responsabilità condivisa tra organizzazioni, governi e istituzioni, per garantire un futuro in cui l’innovazione digitale e il progresso tecnologico siano al servizio della creatività umana e non della loro graduale sostituzione. Lanciata lo scorso febbraio – proprio nei giorni in cui esplodeva in Lombardia l’emergenza Covid – la Call di Roma ha coniato il termine “algoretica” ed è stata firmata, tra gli altri, da Microsoft, Ibm, Fao e Governo italiano. “La ministra Bonetti ci ha parlato di ‘Rinascimento’ – commenta Paglia – e il nostro appuntamento di febbraio lo abbiamo intitolato ‘RenAIssance’ perché è urgente una prospettiva umanistica di segno nuovo, dove i saperi convergono per ridisegnare un mondo all’insegna della fratellanza”.

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