Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Politica
  • Home » Politica

    Una riforma della giustizia da far paura: tutti i numeri dietro il flop congegnato dalla Cartabia

    Credit: AFP

    Sei milioni di processi arretrati e carenze croniche di personale, ma né la riforma Cartabia né i miliardi del Pnrr risolveranno i problemi. L’inchiesta sul quarto numero del settimanale TPI - The Post Internazionale, in edicola dall’8 ottobre

    Di Laura Maragnani
    Pubblicato il 11 Ott. 2021 alle 07:00

    Si fa presto a dire riforma della giustizia. E “ce lo chiede l’Europa”. E promettere lo smaltimento di 6 milioni di processi arretrati entro il 2026. Ancora più facile prevedere nel Pnrr “un incremento della produttività degli uffici giudiziari” per ”abbattere la durata media dei processi civili del 40% e dei processi penali del 25%”. Ma se si guarda il piano della ministra Cartabia dal punto di vista degli addetti ai lavori tutto sembra difficilissimo. Anzi: improbabile.

    Secondo Massimo Battaglia, il segretario nazionale del sindacato Confsal-Unsa, “la macchina non può reggere. Spenderemo oltre 2 miliardi di euro e non risolveremo granché”. Dalla misure alternative al carcere alle assunzioni precarie previste nei tribunali fino alla situazione “squallida” dell’edilizia giudiziaria, abbiamo analizzato uno per uno tutti i punti deboli della riforma varata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia…
    Continua a leggere l’articolo sul settimanale The Post Internazionale-TPI, clicca qui.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version