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    Quand’è che avremo il nuovo governo (o sapremo se si andrà a elezioni anticipate)?

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 2 Set. 2019 alle 11:50 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:26

    Quand’è che avremo il nuovo governo? (O sapremo se si andrà a elezioni anticipate?)

    Il mese di agosto 2019 è stato caratterizzato da un’improvvisa crisi di governo, che non si è ancora risolta. Mercoledì 28 agosto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla fine del suo secondo giro di consultazioni con i partiti presenti in Parlamento, ha dato l’incarico a Giuseppe Conte di formare un nuovo governo, che possa essere sostenuto da Pd e Movimento Cinque Stelle.

    Da allora (e anche nelle ore precedenti), è andata avanti una lunga – e non ancora conclusa – trattativa per trovare un’intesa tra dem e grillini. Ma quand’è che avremo un nuovo governo? O quando sapremo che la trattativa è definitivamente naufragata e si riandrà alle urne?

    Il giorno clou sarà mercoledì 4 settembre, quando il premier incaricato salirà al Colle per sciogliere la riserva. Giuseppe Conte dirà al capo dello Stato Mattarella se intende accettare formalmente il mandato di un Conte bis, con l’appoggio di dem e M5s. In caso affermativo, si procederà con l’iter che abbiamo descritto in questo articolo.

    Prima di mercoledì c’è un’altra tappa fondamentale per la formazione del governo: gli iscritti al Movimento Cinque Stelle sono chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau l’ipotesi di un governo M5s-Pd.

    “Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”, è il quesito che sarà posto.

    Se gli iscritti voteranno contro, con buona probabilità, e come ha detto stamattina esplicitamente il presidente dei senatori grillini Stefano Patuanelli, Conte dovrà rimettere l’incarico nelle mani del presidente della Repubblica.

    • Cosa succede se gli iscritti M5s bocciano il governo col Pd sulla piattaforma Rousseau

    Anche nel caso dell’alleanza con la Lega, l’anno scorso, il M5s sottopose il contratto al suo “popolo”. In quel caso il 94 per cento dei votanti risultò essere a favore.

    Se l’accordo Pd-M5s sopravviverà al voto della piattaforma Rousseau, mercoledì Giuseppe Conte scioglierà la riserva. In caso contrario, si rimetterà tutto in gioco, e il presidente Mattarella potrà o dare il via a un governo del presidente, o decidere di sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate.

    La lunga crisi di agosto sta dunque per volgere al termine. L’esito è ancora incerto, ma quel che è sicuro è che mercoledì 4 settembre 2019 sapremo cosa ci aspetterà nei prossimi mesi.

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