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    Morte di Fakir, Meloni rompe il silenzio: “Inaccettabile. Ma prendersela con la Polizia è da irresponsabili”

    Frame video e Foto AGF

    La premier interviene sui social: "Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città cercava lo scontro"

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 21 Lug. 2026 alle 12:47

    Finora Giorgia Meloni non aveva commentato la vicenda di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto la scorsa domenica a Bologna, nel quartiere Pilastro, durante un intervento della polizia. La presidente del Consiglio ha rotto il silenzio nella tarda mattinata di oggi, martedì 21 luglio, con un post sui social in cui, dopo aver auspicato il “massimo rigore” nell’accertamento dei fatti, punta il dito contro gli antagonisti che ieri sera si sono scontrati con le forze dell’ordine nel capoluogo emiliano.

    “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile”, scrive Meloni sui suoi canali social: “Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”.

    “Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”, prosegue la premier.

    “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità”, conclude Meloni. “Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.

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