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    Taglio parlamentari, Renzi: “Sul referendum libertà di voto. Ma non parlatemi di svolta storica”

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 28 Ago. 2020 alle 08:31 Aggiornato il 28 Ago. 2020 alle 08:37

    Taglio parlametari, Renzi: “Sul referendum libertà di voto”

    “Libertà di voto. Non condivido chi parla di attacco alla democrazia, ma neanche l’entusiasmo grillino sulla ‘svolta storica’”, così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista a Repubblica sul referendum sul taglio dei parlamentari in programma il prossimo 20 e 21 settembre. Per l’ex premier la riduzione degli eletti “non è una svolta”, ma uno spot, perché se da un lato “taglia i parlamentari” dall’altro “lascia intatti i problemi del bicameralismo perfetto”. Quello che proprio Renzi ha tentato di modificare con il referendum del 2016 in cui a vincere fu il no, esito che condusse alle sue dimissioni.

    E a distanza di quattro anni secondo il leader di Iv il ministro degli Esteri Luigi Di Maio “sul diritto costituzionale ha ancora molto da studiare”. “Solo in Italia abbiamo due Camere che fanno la stessa cosa. Puoi tagliare tutti i parlamentari che vuoi, ma allora devi cambiare le funzioni. Altrimenti hai un doppione. Confido che col tempo i 5S cambieranno idea anche su questo”, aggiunge Renzi. “Dopo Tav, Tap, Olimpiadi, Euro, la figura di Mattarella, Macron e Merkel, manca solo il bicameralismo. Che vinca il Sì o il No, dal 21 settembre il punto sarà: quale modello istituzionale scegliamo? E torneranno in campo i nostri temi: bicameralismo, titolo V, Cnel. Passato questo referendum inutile, ci sarà da scrivere la vera riforma. Anche con l’opposizione, se ci sta”.

    Ma sul patto di legislatura Pd-M5S più volte evocato in questi giorni da entrambe le forze di maggioranza, Renzi taglia corto. “Io non condivido l’alleanza strutturale tra dem e Movimento. Ho mandato a casa Salvini perché non volevo morire leghista, ma certo non voglio vivere grillino o giustizialista. In Liguria, a Sassari, a Pomigliano stanno insieme su una piattaforma filogrillina, noi corriamo da soli. Meglio soli che male accompagnati. Ma Zingaretti ha ragione quando pone il tema di come a livello nazionale Pd, 5S e Italia Viva imposteranno i prossimi tre anni. Su questo l’Italia si gioca molto”.

    E proprio al segretario dem, il quale ritiene che per votare Sì al referendum occorra una nuova legge elettorale, Renzi replica: “A me non convince la relazione tra questa riforma costituzionale e legge elettorale” mentre “preferisco il maggioritario al proporzionale” anche se “rispetto la posizione del Pd”.  Il leader di Iv suggerisce poi a Conte di “battere un colpo sul Mes” perché “dire no al fondo è un suicidio per un Paese indebitato”. E si chiede: “Che stiamo aspettando?” Poi conclude. “Dal Mes capiremo che vuol fare Conte da grande. Se chiede il Mes significa che vuole guidare l’Italia. Se non chiede il Mes, significa che vuole guidare solo i grillini. A lui la scelta”.

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