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    Maternità di 6 mesi, uno anche per i papà. La riforma del congedo

    Ad oggi sono previsti cinque mesi per le madri e sette giorni per i padri. Il governo vuole introdurre un congedo familiare unico di sei mesi, di cui poco meno di cinque per le madri e poco più di un mese per i padri

    Di Clarissa Valia
    Pubblicato il 16 Gen. 2020 alle 18:43

    Maternità di 6 mesi, uno anche per i papà

    Nell’ambito delle nuove misure per ridurre il “Gender Pay Gap“, la differenza di stipendio tra uomini e donne, il governo vuole cambiare la normativa sul congedo di maternità e paternità.

    Ad oggi sono previsti cinque mesi per le madri e sette giorni per i padri. L’idea è quella di introdurre un congedo familiare unico di sei mesi, di cui poco meno di cinque per le madri e poco più di un mese per i padri.

    Il congedo obbligatorio per il padre è stato introdotto da qualche anno, proprio nel 2020 passa da cinque a sette giorni, più un giorno facoltativo che può essere richiesto in sostituzione della madre.

    “Se sono sempre le donne a dover conciliare lavoro e cura – spiega a Repubblica Francesca Puglisi, senatrice Pd sottosegretaria al Lavoro e politiche sociali con delega alle Pari opportunità. – non cambierà mai nulla. E invece bisogna passare dalle politiche di conciliazione a quelle di condivisione”.

    “Il mese di congedo parentale del padre non potrà essere trasferito alla madre, attueremo una serie di misure per promuovere una rivoluzione culturale. I sette giorni ottenuti in legge di bilancio sono ancora pochi e spesso i padri non prendono neanche quelli, ci vuole un’azione forte di governo”, continua Puglisi.

    E sulle obiezioni in merito alla copertura finanziaria del congedo, il sottosegretario al Lavoro dichiara: “Stiamo riprogrammando i fondi europei e possiamo contare sull’attenzione che la Commissione europea dedica alle politiche di riforma e di lotta alle disuguaglianze. Certo, il congedo non sarà l’unica misura, continueremo ad attuare il programma di governo, che ha già portato a migliorare l’accesso agli asili nido e il loro numero”.

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