Giletti contro Ranucci per la chat con Boccia sulla “lobby gay”
Massimo Giletti va all’attacco del collega in Rai Sigfrido Ranucci. Durante la diretta del suo programma tv Lo Stato delle Cose, in onda su Rai 3 nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, Giletti ha mostrato uno scambio di messaggi tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia in cui il conduttore di Report parla di una presunta “lobby gay” nel sistema mediatico italiano, di cui farebbe parte anche lo stesso Giletti. Quest’ultimo si è detto “deluso” dalle parole del collega, il quale tuttavia sostiene che le chat sia stata manipolata.
La conversazione tra Ranucci e Boccia era già stata pubblicata il 31 gennaio da Il Giornale diretto da Tommaso Cerno, altro nome indicato dal conduttore di Report come membro della lobby omosessuale. La chat è contenuta negli atti dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma che ha portato – proprio nelle scorse ore – al rinvio a giudizio di Boccia per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite, diffamazione e false dichiarazioni a danno dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
La chat tra Ranucci e Boccia
Lo scambio di messaggi risale al 17 settembre 2024, circa dieci giorni dopo le dimissioni di Sangiuliano da ministro a causa delle notizie emerse sul suo rapporto con Boccia. La donna e Ranucci si scrivono su Whatsapp.
Il primo messaggio viene inviato alle 21.29: secondo la ricostruzione de Il Giornale a scriverlo è Boccia, mentre per Lo Stato delle Cose a mandarlo è il conduttore di Report. Il testo recita: “Ho visto Cerno all’Aria che tira (programma tv di La7, ndr)… è davvero scandaloso”. Poi Ranucci digita: “Quello è un altro del giro… giro gay, pericolosissimo”. E Boccia: “Come Signorini”. “Sì”, risponde Ranucci. “E il signor B.”, aggiunge la donna. “E Giletti”, chioda il giornalista.
Giletti: “Deluso da Ranucci”
“Parliamo di libertà di informazione, fondamentale: anche se sei lontano mille miglia da me io difenderò sempre e tu hai sempre fatto così. E allora mi devi spiegare perché scrivi messaggi come questi”, commenta Giletti, rivolgendosi al collega, durante la diretta de Lo Stato delle Cose.
“Io – continua Giletti – non sono uno che dimentica quello che fai o hai fatto tu, perché quando ti hanno fatto l’attentato io sono venuto nella tua redazione per darvi solidarietà e ho voluto fare quell’intervista, mandare in onda quell’intervista, perché era importante per me”.
Il conduttore de Lo Stato delle Cose si dice “perplesso perché siamo giornalisti della stessa azienda”: “Finire a parlare di questa roba . aggiunge – è triste. Ma proprio perché so chi sei, perché conosco la tua storia, io non riconosco questa libertà di informazione in quello che hai scritto. Perché la libertà di informazione non è un venticello, non è una battuta, è qualcosa di molto più serio”.
La libertà di informazione, prosegue Giletti, “è andare contro chi non vuole la trasparenza, è andare contro i palazzi anche se te la fanno pagare. E tu lo sai caro Sigfrido, sei il primo e io te l’ho sempre riconosciuto. Ecco perché faccio fatica a non essere deluso da quello che leggo, ecco perché faccio fatica anche a pensare che mi hai mandato un messaggio dicendo che non è vero nulla. Io capisco, uno fa una telefonata e si dicono tante fesserie magari per convincere l’altra parte, io a questo ci sto: però qui non è una questione di sostantivi, lobby non lobby, gay non gay. È questione di sostanza e io qui la sostanza non la vedo: non vedo la sostanza di un combattente come ti definisci tu”.
“Non sei solo tu l’unico giusto nel mondo, così come non lo sono io”, conclude il conduttore de Lo Stato delle Cose: “Abbiamo entrambi tanti difetti, però dividersi in un momento così difficile per il giornalismo perché avere la schiena dritta non è semplice e tu lo sai benissimo quanto sia difficile, permettimi che per me è una delusione umana profonda”.
Il commento di Ranucci: “Chat manipolata”
Ranucci era intervenuto sulla vicenda già nelle scorse settimane, dopo la pubblicazione della chat su Il Giornale. Il conduttore di Report sostiene che la conversazione con Boccia sia stata manipolata ad arte e che nelle carte dell’inchiesta di Roma siano contenuti scambi di messaggi privati ben più importanti dal punto di vista politico e giornalistico, che tuttavia sono stati segretati dal Governo di centrodestra.
“Dal Friuli, collegio dove è stato eletto il marito di Tommaso Cerno in quota Fdi, arriva una nota di Elisabetta Gardini che chiede trasparenza in merito alle chat tra il sottoscritto e Maria Rosaria Boccia, pubblicate dal Giornale del Gruppo Angelucci, alleato di governo. Sarebbe il caso che la trasparenza la chiedesse allo stesso Cerno e all’autrice dell’articolo, Cavallaro , in quanto sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate”, aveva scritto Ranucci sul suo profilo Facebook il 31 gennaio.
Secondo il giornalista, “è stato tolto dalla chat il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro, che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite”. “Fatto – sottolinea – che verrà dimostrato nelle sedi competenti”.
“Ci sarebbero i contenuti delle chat tra Sangiuliano e Boccia che riguardano tra l’altro figure politiche e dinamiche di nomine di enti pubblici, sui quali invece la maggioranza ha posto il segreto”, concludeva Ranucci.
Ieri, poche ore prima della messa in onda de Lo Stato delle Cose, quando già era emerso che Giletti avrebbe mostrato in tv la chat tra il collega e Boccia, il conduttore di Report ha scritto sui social: “Io mi batto per la libertà di stampa da una vita. Anche per i colleghi Giletti e Cerno. Io sono a Torino per rappresentare il mio ‘Diario di un Trapezista’ (spettacolo teatrale, ndr) dove parlerò anche del loro amico Marco Mancini e del famoso incontro all’autogrill (riferimento all’incontro in autogrill tra Mancini e l’ex premier Renzi il 23 dicembre 2020, di cui diede notizia Report, ndr)”.