Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato oggi l’ultimo atto legislativo necessario per erogare il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina concordato nel dicembre scorso da 24 su 27 Stati membri. Fondamentali sono state l’esclusione del veto di Budapest dopo la sconfitta del premier Viktor Orbán alle elezioni del 12 aprile scorso vinte da Péter Magyar e la ripresa delle forniture petrolifere dalla Russia attraverso l’oleodotto Druzhba, via Ucraina, verso Ungheria e Slovacchia.
Come funziona il prestito Ue all’Ucraina
Si tratta, come previsto dagli accordi già raggiunti a metà dicembre, di un prestito-ponte che sarà finanziato da strumenti di debito comune europei, garantiti dal margine di manovra del bilancio dell’Unione.
Tale finanziamento, subordinato all’osservanza di alcune condizioni da parte ucraina come il rispetto dello stato di diritto e la lotta alla corruzione, contribuirà a soddisfare le esigenze più urgenti dell’Ucraina in termini di bilancio e di capacità industriale militare per gli anni 2026 e 2027.
In particolare, 30 miliardi di euro saranno destinati al sostegno macroeconomico alle istituzioni di Kiev, erogati tramite assistenza macrofinanziaria o attraverso il Fondo per l’Ucraina e potranno essere utilizzati per far fronte alle esigenze di bilancio più urgenti del Paese. I restanti 60 miliardi invece andranno a “potenziare la capacità dell’Ucraina di investire nell’industria della difesa, compreso l’approvvigionamento” di prodotti bellici nel quadro del contrasto all’invasione lanciata nel 2022 dalla Russia.
Per quest’anno il provvedimento, adottato da tutti i 24 Stati membri (Italia compresa) che partecipano alla cooperazione rafforzata, mette a disposizione di Kiev un totale di 45 miliardi di euro, di cui 28,3 destinati a finanziare le capacità militari industriali ucraine; 8,35 a titolo di assistenza macrofinanziaria; e altrettanti tramite il Fondo per l’Ucraina.
La decisione adottata oggi dal Consiglio europeo sotto la presidenza di turno di Cipro consentirà alla Commissione Ue di effettuare i primi versamenti a Kiev già nel secondo trimestre di quest’anno, quindi entro fine giugno. “L’erogazione del prestito inizierà il prima possibile”, ha dichiarato il ministro delle Finanze cipriota, Makis Keravnos.