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    Giuseppe Conte parla per la prima volta della sua malattia: “È stato un fulmine a ciel sereno, ho pregato”

    Credit: AGF

    "La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato"

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 26 Giu. 2026 alle 11:12

    Ospite di Storie al bivio di sera, in onda su Rai 2 nella serata di martedì 30 giugno, Giuseppe Conte ha parlato per la prima volta della sua malattia che lo ha costretto a un’operazione d’urgenza. “La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all’altro sono stato operato” ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio, che ha parlato dell’intervento chirurgico che ha dovuto affrontare al Gemelli di Roma per rimuovere una neoplasia. “La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c’era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia” ha aggiunto il leader del Movimento 5 Stelle.

    L’ex premier ha parlato anche del rapporto con la sua compagna Olivia Palladino: “Ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari. Io venivo da una separazione e andavo cauto, ma quell’incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno”. Olivia “è una donna prudente, con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta, nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia”.

    Giuseppe Conte, poi, racconta alcuni retroscena legati al tempo del Covid, quando era presidente del Consiglio: “È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale. Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile”. E sulla possibilità di tornare a fare il premier afferma: “Palazzo Chigi per me non è una ossessione. Anche la prima volta non me lo aspettavo. Dico sempre, scherzando, che passavo da Palazzo Chigi e trovando il portone aperto avevo pensato ci fosse una visita guidata, non che cercassero un premier”.

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