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    Inchiesta sui fondi russi alla Lega, spunta un terzo uomo: “Sono io ‘nonno Francesco’”

    Matteo Salvini e Savoini
    Di Cristiana Mastronicola
    Pubblicato il 16 Lug. 2019 alle 20:50

    Si infittisce il caso Moscopoli: spunta un terzo uomo coinvolto nell’inchiesta sui fondi russi alla Lega e che rivela alle agenzie stampa di essere il “nonno Francesco” dell’audio diffuso da BuzzFeed sui presunti finanziamenti russi alla Lega.

    Si chiama Francesco Vannucci e rivela di aver preso parte all’incontro al Metropol di Mosca: “Ho partecipato all’incontro all’hotel Metropol di Mosca il 18 ottobre 2018 in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l’avvocato Gianluca Meranda. Lo scopo dell’incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non ci sono state situazioni diverse rispetto a quelle previste dalle normative che disciplinano i rapporti d’affari”.

    “Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di ‘nonno Francesco’. Confido nella serietà della magistratura italiana nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda”, ha detto ancora Vannucci.

    L’identità di Vannucci è stata confermata proprio dall’avvocato Meranda. Il 62enne ha svelato la sua identità inviando un messaggio WhatsApp all’agenzia Ansa per spiegare di essere il “nonno Francesco” delle conversazioni con Gianluca Meranda e a Gianluca Savoini.

    Vannucci risponde così all’inchiesta della procura di Milano per corruzione internazionale nella quale l’unico indagato è Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia.

    Al centro dell’inchiesta ci sarebbero dei colloqui segreti intrattenuti da uno stretto collaboratore del vicepremier leghista per trasferire denaro russo proveniente dalle vendite del petrolio nelle casse della Lega. A diffondere la notizia è stato il sito britannico BuzzFeed, che pubblica le registrazioni dell’incontro tenutosi lo scorso 18 ottobre, quando sei uomini attorno a un tavolo dell’Hotel Metropol di Mosca discutevano dei piani per la “grande alleanza”. Uno dei sei era Gianluca Savoini, un altro l’avvocato Gianluca Meranda. Il terzo dei sei era nonno Francesco: il Francesco Vannucci che esce allo scoperto oggi e rivela di aver preso parte all’incontro al centro della maxi inchiesta internazionale.

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