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    Fondi Lega, Salvini: “La sentenza della Cassazione? Non mi cambia la vita”

    Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega. Credit: Andreas SOLARO / AFP

    Il commento del vicepremier al verdetto della Corte Suprema che ha confermato il sequestro dei 49 milioni

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 6 Ago. 2019 alle 22:35 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:29

    Fondi Lega, Salvini commenta la sentenza della Cassazione

    Matteo Salvini ha commentato la sentenza della Corte di Cassazione sui 49 milioni della Lega. “Sono anni che vanno avanti con questi 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita”, si è limitato a dire il vicepremier leghista, interpellato dai giornalisti a margine della festa del Carroccio ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza.

    Nella serata di oggi, martedì 6 agosto, la Suprema Corte ha dichiarato prescritto il reato di truffa ai danni dello Stato per l’ex segretario della Lega, Umberto Bossi, e per l’ex segretario del partito, Francesco Belsito. I giudici hanno però confermato il sequestro dei 49 milioni di euro a carico della Lega.

    La sentenza della Cassazione

    Al centro del processo c’era la vicenda dei presunti bilanci truccati del partito tra il 2008 e il 2011. Sulla base di rendiconti irregolari il Carroccio avrebbe ricevuto rimborsi elettorali in misura maggiore di quanto dovuto.

    Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Marco Dall’Olio, aveva chiesto di confermare le condanne di secondo grado per Belsito e Bossi (rispettivamente a 3 anni e 9 mesi e a un anno e 10 mesi a Umberto Bossi). “Non è vero che i rendiconti erano solo generici. Erano anche falsi: si diceva ‘rimborsi autisti’ ma in realtà si finanziava la famiglia Bossi”, aveva detto Dall’Olio nella sua requisitoria.

    Fondi Lega, la sentenza della Cassazione: la prescrizione salva Bossi e Belsito, ma resta il sequestro dei 49 milioni

    Fondi Lega, dalla cartella “The Family” alla sentenza della Cassazione

    Ad aprile 2012 la Guardia di Finanza sequestra negli uffici parlamentari della Lega Nord la cartella “The Family”: si scopre che fondi del partito sono stati usati per le spese della famiglia Bossi. Indaga la Procura di Milano, Umberto Bossi si dimette da segretario e Belsito lascia la carica di tesoriere.

    Nel 2015 una parte dell’inchiesta è trasferita a Genova: i pm liguri indagano sull’utilizzo dei rimborsi elettorali percepiti dal partito tra il 2008 e il 2011. L’ipotesi è truffa ai danni dello Stato per 49 milioni di euro.

    Nel luglio 2017 Bossi e Belsito vengono condannati prima a Milano per appropriazione indebita (2 anni e 3 mesi e 2 anni e 6 mesi) e poi a Genova per truffa ai danni dello Stato (2 anni e 6 mesi, 4 anni e 10 mesi).

    Nel novembre 2018 la Corte di Cassazione ordina il sequestro dei 49 milioni: pochi giorni dopo la Lega raggiunge un accordo con la Procura di Genova in base al quale è previsto che il partito restituirà la somma a rate da 600mila euro.

    Il 24 novembre 2018 Bossi e Belsito sono condannati anche in appello a Genova (1 anno e 10 mesi, 3 anni e 9 mesi).

    TPI ha condotto un’inchiesta giornalistica in cui ha fatto luce su come sono stati sperperati parte dei 49 milioni della Lega svaniti nel nulla (qui il riassunto dell’inchiesta).

    Fondi Lega: tutto quello che c’è da sapere sulla truffa allo Stato e sui soldi del partito spariti nel nulla
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