Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Politica
  • Home » Politica

    Il ministro dell’Istruzione Fioramonti si dimette con una lettera a Conte

    La decisione legata al mancato stanziamento in manovra di 3 miliardi per Scuola e Università. Ora Fioramonti potrebbe lasciare il M5S e fondare un gruppo autonomo in parlamento continuando a sostenere il Governo Conte

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 25 Dic. 2019 alle 23:43 Aggiornato il 26 Dic. 2019 alle 07:59

    Fioramonti: dimissioni con una lettera a Conte

    Lorenzo Fioramonti rassegna le dimissioni dalla carica di ministro dell’Istruzione. Nella serata del 25 dicembre Fioramonti ha consegnato al premier Giuseppe Conte la lettera con cui annuncia il proprio passo indietro. La notizia è stata confermata da fonti di Palazzo Chigi.

    La decisione, di cui si parlava già da alcuni giorni, è legata al mancato stanziamento in legge di Bilancio dei fondi attesi per l’Istruzione. Fioramonti aveva minacciato di dimettersi se in manovra non fosse stato inserito uno stanziamento minimo di 3 miliardi di euro, a fronte di un fabbisogno reale che stimava in 24 miliardi. Alla fine, invece, alla scuola sono stati destinati 2 miliardi. E così il ministro ha deciso di lasciare.

    Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, a questo punto Fioramonti potrebbe lasciare il suo Movimento 5 Stelle per fondare un gruppo parlamentare autonomo, continuando a sostenere il governo, come embrione di un nuovo soggetto politico.

    Alla vigilia di Natale il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva sfidato l’ormai ex ministro dicendo: “Speriamo che almeno uno mantenga la parola. Aveva detto che se non ci sarebbero stati 3 miliardi di investimento si sarebbe dimesso. Ministro Fioramonti, dimettiti e togli il disturbo”.

     

    Leggi anche:
    “Ecco perché le lobby vogliono impedire la tassa sulle merendine che ho proposto”: il ministro Fioramonti parla a TPI
    Il ministro Fioramonti: “La storia a scuola non sia come il Trono di Spade, incoraggia la violenza”
    Altro che nuovi fondi, il governo taglia i soldi per la scuola e le università
    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version