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    Faccia a faccia Meloni-Letta: “Ragionevole aggiornare il Pnrr”. “Rinegoziare è da inaffidabili”

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 12 Set. 2022 alle 21:00

    Faccia a faccia Meloni-Letta: “Ragionevole aggiornare il Pnrr”. “Rinegoziare è da inaffidabili”

    “Lo escludiamo categoricamente”. Giorgia Meloni e Enrico Letta hanno respinto qualsiasi possibilità di larghe intese tra Fratelli d’Italia e Partito democratico, nel primo e unico faccia tenuto tra i due leader.

    “Sarà o maggioranza o opposizione”, ha sottolineato Letta, nel corso del dibattito ospitato dal sito de Il Corriere della Sera, a meno di due settimane dal voto. Secondo il segretario dem alle elezioni del 25 settembre i cittadini dovranno fare una scelta netta, paragonata a un “bivio”: “una specie di referendum, un po’ come in Gran Bretagna quando hanno dovuto scegliere tra la Brexit e rimanere nell’UE”.

    Differenze messe in risalto da un botta e risposta sulle adozioni di bimbi da parte di coppie omosessuali, a cui Meloni si è detta ancora una volta contraria perché “un bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà”. “Quello che conta è l’amore”, ha ribattuto Letta. “Che c’entra l’amore”, la replica di Meloni, “lo stato non norma l’amore”. “No, tu normi cosa è amore e cosa non è”, ha risposto l’ex presidente del Consiglio. “Non si tratta di decidere cosa è l’amore. Abbiamo tante coppie che vogliono adottare, ed è giusto dare al bambino la migliore delle possibilità che gli possono venire offerte”, la posizione di Meloni.

    Diverse anche le posizioni sul futuro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che il centrodestra ha promesso di rivedere “in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità”. “Il fatto che puoi considerare che si possa aggiornarlo è ragionevole: il Portogallo lo ha chiesto e Gentiloni ha detto che è molto interessante. E noi non possiamo farlo?”, ha detto Meloni, che su questo punto è stata smentita dallo stesso Gentiloni. “Il Portogallo sì chi l’ha detto?”, ha detto da Strasburgo il commissario europeo all’Economia.

    “Rinegoziare il Pnrr è da inaffidabili”, la posizione di Letta. “Se diciamo agi europei che vogliamo rinegoziarlo, il messaggio è che non ci interessano quei soldi e il messaggio è in linea con quanto scrisse Meloni ai tempi dell’accordo in Ue: Meloni scrisse che era meglio rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale piuttosto che all’Europa. Sarebbe stato un disastro epocale affidarci al Fmi invece che all’Europa”, ha affermato il segretario del Pd, che ha difeso a più riprese l’operato del governo Draghi.

    “Draghi e il governo Draghi hanno funzionato. Quando si vuole, anche con questo sistema, le cose funzionano”, ha detto in un passaggio dedicato alle riforme istituzionali, in cui il governo in carica è stato citato da Letta come esempio positivo. “Io penso che il nostro paese ha una costituzione figlia dei padri costituzione che ha salvato l’Italia”, ha detto Letta, criticando la riforma presidenziale invocata dal centrodestra. “L’idea che venga stravolta sulla base di un’idea presidenzialista è contraddetta dalla storia di questo anni e mezzo”, ha aggiunto. “Il sistema ‘datemi i pieni poteri e tutto funziona’, credo non sia sostenibile”.

    “Letta conferma che la costituzione è immodificabile ma loro l’hanno modificata, quindi loro possono farla e noi no”, ha risposto Meloni. “Dici che vogliamo pieni poteri? Allora D’Alema voleva pieni poteri? La mia proposta è quella della Bicamerale”, ha aggiunto la presidente di FdI, che punta a “un sistema stabile per 5 anni che leghi il cittadino all’eletto”. “Non mi stupisce che chi è stato al governo senza vincere le elezioni da 10 anni osteggi questa proposta”.

    Sull’immigrazione, Meloni chiede “una missione europea che tratti con la Libia per impedire la partenza dei barconi, per aprire gli hotspot e valutare là chi può venire e chi no”, accusando i passati governi di non avere bloccato l’arrivo di migranti irregolari e di non aver favorito gli ingressi regolari.

    “Noto che la parola blocco navale non è stata usata”, ha osservato Letta, citando la proposta fatta dall’ex ministra nelle ultime settimane. “È talmente evidente che è inapplicabile e che il governo di un grande paese europeo non può dire cosa del genere”.

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