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    Draghi: “Il mercato del lavoro è ingiusto e danneggia donne e giovani”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 7 Mag. 2021 alle 19:29

    Draghi: “Il mercato del lavoro è ingiusto e danneggia donne e giovani”

    “Il mercato del lavoro danneggia donne e giovani”: lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante il suo intervento al “Social Summit” di Oporto.

    Intervenuto sul tema del lavoro, il premier ha sottolineato che lo shock provocato dall’epidemia di Covid ha “reso questi divari ancora più profondi. Cosi come durante la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano in Europa, sono i nostri giovani e le nostre donne a pagare il prezzo di questa tragedia. Queste fratture hanno profonde radici storiche e culturali. Ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche”.

    “Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali” ha aggiunto Draghi.

    “Nell’Unione Europa – ha sottolineato il premier – un giovane su sette non è occupato, né frequenta un corso di istruzione o di formazione. In Italia siamo vicini a uno su quattro. Il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne nell’UE si attesta a 11,3 punti percentuali. In Italia è quasi il doppio. Un terzo della popolazione italiana vive nelle regioni del Sud, ma la sua quota di occupazione totale è solo di un quarto. Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere”.

    Secondo l’ex presidente della Bce “troppi paesi dell’Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i ‘garantiti’ – in genere i lavoratori più anziani e maschi – a spese dei ‘non garantiti’, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare”.

    “L’Italia grazie al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, sta cercando di porre rimedio a questa triste situazione. Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro. Il Piano prevede un Programma per l’occupabilità e le competenze, destinato alla formazione e alla riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l’esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani” ha spiegato il presidente del Consiglio.

    Il premier ha quindi ricordato che “4,6 miliardi di euro sono destinati ad accrescere il numero di asili nido e di scuole materne, alleviando il carico delle madri lavoratrici. Sono previste anche misure di lotta alla povertà infantile. L’Italia sostiene il progetto di proposta della Commissione europea di Garanzia europea per l’infanzia, nonché i principi contenuti nell’agenda relativi all’assistenza di lungo termine e alle pari opportunità di genere. Oltre 14 miliardi di euro sono previsti per le infrastrutture di trasporto al Sud, per aumentare la produttività e l’accesso al mercato per imprese e lavoratori”.

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