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    Di Maio: “Il taglio dei parlamentari non è antipolitica. Legge elettorale? L’accordo con il Pd va rispettato”

    Luigi Di Maio, ministro degli Esteri ed ex capo politico del Movimento 5 Stelle Credit: ANSA/ANGELO CARCONI
    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 27 Ago. 2020 alle 08:24 Aggiornato il 27 Ago. 2020 alle 10:26

    Di Maio “Il taglio dei parlamentari non è antipolitica”

    Per Luigi Di Maio “tutte le forze politiche che hanno votato in parlamento” dovrebbero essere d’accordo con il referendum per il taglio dei parlamentari, nonostante i ripensamenti e i malumori interni sorti anche nei partiti di maggioranza a meno di un mese dal voto, previsto per il 20 e 21 settembre. Ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha ribadito quali sono le condizioni del Pd per votare Sì, e cioè il rispetto dell’accordo preso all’indomani della formazione del governo giallo-rosso dalle due forze di maggioranza – legge elettorale e correttivi ai regolamenti delle Camere – per non avere una riduzione dei parlamentari senza un bilanciamento della rappresentanza, e “per scongiurare i dubbi” di chi sostiene che il Sì corrisponda a un trionfo dell’antipolitica. Dalle stesse colonne oggi Di Maio replica: “Il taglio degli eletti non è antipolitica”, e il patto con Zingaretti va rispettato.

    “Sulla legge elettorale noi siamo d’accordo. Il governo l’ho formato io insieme a Zingaretti e c’era un patto, far viaggiare le due cose parallelamente. Per noi quel patto va rispettato”, assicura l’esponente M5S, e afferma che taglio dei parlamentari e riforma della legge elettorale devono andare di pari passo, una legge che il Movimento sarebbe pronto “a votare già prima della fine dell’estate”. Questa, aggiunge Di Maio, è la posizione del partito, “limpida, cristallina”, ribadita anche ieri dall’attuale capo politico Vito Crimi. “Quindi se c’è qualcuno che frena non siamo certo noi. Insomma, qualsiasi intoppo se c’è, come dice il Pd, va cercato altrove, non nel M5S”, osserva il ministro degli Esteri.

    E sul pericolo di una campagna elettorale portata avanti all’insegna dell’antipolitica, Di Maio ribadisce: “Io non vedo questa campagna antipolitica e ad ogni modo le motivazioni del Sì sono talmente tante e concrete da non dover scadere in un approccio antipolitico, che troverei ingiusto”. Per il capo della diplomazia italiana nel mondo “anche il Pd ha votato la riduzione di 345 parlamentari e io ho fiducia nelle forze di governo”, tanto più che “il risparmio di mezzo miliardo a legislatura è solo una delle motivazioni, a mio avviso l’ultima in ordine di importanza” della riforma e del referendum, mentre “il punto è che questa riforma renderà il sistema più snello ed efficiente, ridurrà gli squilibri e le sperequazioni attuali”.

    Ed entrando nel merito, Di Maio si chiede: “Sembra normale che la Basilicata oggi abbia più senatori che deputati? Oppure che abbia 7 senatori con circa 580 mila abitanti mentre la Sardegna con più di 1 milione e 640 mila abitanti, quindi tre volte tanto, ne ha solo 8?”. “Non mi si dica che viene tagliata la rappresentatività quando vediamo a ogni elezione parlamentari nominati dai partiti ed eletti in altri collegi elettorali. Io credo che un po’ di sano realismo possa far bene all’Italia”, aggiunge l’ex capo politico del Movimento 5 stelle. Circa la posizione scettica di Italia Viva rispetto a una nuova legge elettorale, secondo Di Maio il leader Matteo Renzi sarebbe invece propenso a votarla.

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