Il governo italiano ha respinto al mittente l’ultimatum lanciato oggi dalla Spagna a rimuovere, entro il 9 agosto, i controlli aggiuntivi imposti ai viaggiatori provenienti dal Paese iberico dopo la crisi migratoria a Ceuta, pena l’adozione di “proporzionate misure” ritorsive. “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere”, si legge in una nota diramata da Palazzo Chigi. “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”. Lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid sale dunque di livello, assumendo i toni di un vero e proprio braccio di ferro politico sulla gestione dei confini europei.
L’ultimatum della Moncloa
A far esplodere il caso è stata una nota diffusa dalla Moncloa, con cui l’esecutivo di Pedro Sánchez ha intimato a Roma di rimuovere i controlli alle frontiere entro e non oltre domenica 9 agosto. In caso contrario, le autorità iberiche si sono dette pronte a far scattare “proporzionate misure” di ritorsione a tutela dei propri connazionali. Madrid aveva esortato Roma “a porre rimedio a questa situazione, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei”. “Se non lo farà entro domenica 9 agosto”, aveva minacciato il governo del premier Pedro Sánchez, “la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”.
Tutto aveva avuto inizio lo scorso 1º agosto, quando il governo guidato da Giorgia Meloni aveva stretto le maglie ai varchi d’ingresso dello spazio Schengen. Un intervento articolato, passato anche per la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri degli Interni dell’Unione europea del 4 agosto, dove le istituzioni comunitarie avevano elogiato l’operato della Spagna, pur mostrando “comprensione” per l’Italia. La misura di Roma si era spinta fino alla richiesta formale di escludere temporaneamente la Spagna dall’area di libera circolazione, sostenuta da una lettera inviata a Bruxelles e firmata da altre ventidue cancellerie europee per denunciare le falle nella gestione dei flussi migratori a seguito dell’arrivo di oltre 70mila persone nella città autonoma di Ceuta, un’exclave in territorio nordafricano già esclusa dagli accordi di Schengen.
La Moncloa sostiene che “nessuno dei migranti” giunti a Ceuta “né ha potuto né può entrare liberamente nello spazio Schengen”, sia per ragioni logistiche sia per il particolare regime giuridico della città autonoma, aggiungendo che “la quasi totalità” di quelle persone ha già fatto ritorno in Marocco. Per Madrid, quindi, l’istituzione dei controlli costituisce una mossa “senza precedenti”, “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola” e rischia soltanto di “compromettere la mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva”.
La reazione di Palazzo Chigi
Di fronte al perentorio ultimatum arrivato dalla Spagna, la replica del Governo di Giorgia Meloni chiude a qualsiasi ipotesi di cedimento. “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere”, si legge in una nota diramata da Palazzo Chigi. “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”.
A dettare questa tempistica è un fattore ben preciso espresso chiaramente da Palazzo Chigi: proprio in corrispondenza del 15 agosto, come avvisato dalla stessa intelligence spagnola, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria. “Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo, si potrà rivedere quanto già deciso”, sottolinea la nota di Palazzo Chigi, che tiene a chiarire come la sospensione delle garanzie di Schengen rappresenti sì una misura eccezionale ma già vista in passato. “Questo senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna, analogamente a decisioni simili adottate in passato dal governo italiano, ad esempio nei confronti della Slovenia, e da governi europei nei confronti dell’Italia e della stessa Spagna”.
Il Governo Meloni comunque assicura di essere pronto a collaborare con l’esecutivo spagnolo. “Nel momento in cui tutte queste condizioni dovessero venire meno, l’Italia è pronta a continuare un confronto costruttivo con il Governo di Madrid”, continua il comunicato. “Nel frattempo le autorità di frontiera italiane faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadini spagnoli ed europei che, è importante sottolinearlo, non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi”.