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    La Camera approva la nuova legge elettorale con 227 voti a favore, proteste delle opposizioni: “Una truffa”

    Credit: AGF

    Via libera definitivo allo "Stabilicum” o “Melonellum", come lo chiamano le opposizioni

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 8 Ott. 2026 alle 12:59 Aggiornato il 8 Ott. 2026 alle 13:16

    Lo “Stabilicum” o “Melonellum”, come è stato soprannominato dalle opposizioni, è legge: la Camera dei Deputati, infatti, con 227 voti a favore e 164 contrari ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, che sostituisce il “Rosatellum“. Il nuovo sistema prevede un impianto proporzionale con premio di maggioranza che scatta al 42%. Previste, inoltre, preferenze ma con capilista bloccati e indicazione sulla scheda del candidato presidente del Consiglio. La maggioranza, quindi, supera lo scoglio dei franchi tiratori: la battaglia, però, ora si sposta fuori dalle aule parlamentari con le opposizioni che hanno già annunciato ricorsi alla Consulta.

    Veementi le proteste delle opposizioni con la segretaria del Pd Elly Schlein che, durante le dichiarazioni di voto, ha accusato l’esecutivo Meloni di “manomettere la Costituzione” mentre “sei milioni di italiani rinunciano a curarsi e le famiglie che non possono più portare i figli a scuola per prezzi stellari dei carburanti”. Schlein ha sottolineato che “la prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre” e invitato le deputate del centrodestra a ribellarsi. “Avete paura di quando gli italiani vi chiederanno conto, avete paura della democrazia. L’unica priorità cambiare le regole con la partita gia in corso peraltro a colpi di fiducia dopo aver detto che fosse una materia squisitamente parlamentare. Dov’è finita la coerenza? Fiducia che mi pare non ci sia dati i cinque colonnelli che avete messi in ultima fila per controllarvi. La novità è che avete paura, la novità siamo noi, un centrosinistra unito che insieme può vincere” ha dichiarato ancora la segretaria del Pd.

    Prima di Elly Schlein ha preso la parola il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha dichiarato: “Avete introdotto le preferenze con grandi strombazzamenti. Sono preferenze fasulle, non prendiamo in giro gli italiani. Più dell’80% dei componenti del prossimo Parlamento sarà deciso dalle segretarie di partito, catapultati in Parlamento senza libera scelta degli italiani. Noi vi riconosciamo un primato, bisogna essere oggettivi: la prima premier donna della storia repubblicana. Ecco, questo primato lo avete azzerato. Giorgia Meloni, tu donna, sei riuscita a sbarrare la strada alle altre donne, perché i capilista potranno essere tutti uomini. Ma vi rendete conto? Oggi abbiamo già una politica declinata per lo più al maschile. La prima donna premier della storia che sbarra la strada alle altre donne. Complimenti anche su questo”.

    L’ex premier ha dichiarato: “Avete questo ‘pallino’ della capo-crazia, dell’uomo o della donna sola al comando. C’è questa sottile ma persistente nostalgia del Ventennio che vi ispira ancora. Per voi la democrazia in chiave moderna è un regime illiberale mascherato, un’autocrazia”. E ancora: “Combatteremo sempre le autocrazie con nuove forme di partecipazione e con più trasparenza. Nel 2019 abbiamo sbarrato la strada a chi invocava pieni poteri lo faremo anche con Giorgia Meloni, donna sola al comando, puoi aver distrutto i tuoi alleati, ma qui c’è un’opposizione forte che porterà sempre più partecipazione e ti manderà a casa. Votiamo no convintamente”.

    Poco dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera è arrivato anche il commento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare – scrive la premier – Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani. E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”.

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