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    Autonomia, Zaia e Fontana scrivono a Conte: “Feriti dalle sue esternazioni, no a leggi farsa”

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 21 Lug. 2019 alle 18:51 Aggiornato il 21 Lug. 2019 alle 18:52

    Autonomia: Zaia, Fontana e la lettera a Conte: ecco le critiche dei governatori del Veneto e della Lombardia

    “Vogliamo un’autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai”. E’ un passaggio che si legge nella lettera che i governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo che il vicepremier aveva criticato duramente le posizioni espresse dal duo leghista sull’autonomia differenziata. Entrambi i membri del Carroccio si dicono decisi a non firmare alcuna intesa “se si continua con una farsa”.

    “Noi restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla”, si legge nella lettera.

    >Autonomia differenziata: cos’è, come funzione e quali sono le richieste di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna

    “Ci sentiamo tutti profondamente feriti quando leggiamo le Sue esternazioni, Presidente Conte, soprattutto dopo colloqui diretti durante i quali – ricorderà benissimo – abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse, ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate”, specificano i presidenti di Lombardia e Veneto al presidente del Consiglio.

    “Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale, nessuno vuole secessioni. Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa”, proseguono Zaia e Fontana.

    “L’autonomia richiesta dai cittadini lombardi, veneti, emiliano-romagnoli vuole cercare di rendere più semplice la vita di chi lavora, studia, vive nelle nostre regioni”, hanno spiegato i governatori. Un modo per snellire la burocrazia mentre “ogni atto ministeriale che dovrebbe semplificare, in realtà produce ulteriore burocrazia”.

    “L’autonomia è una sfida soprattutto per noi stessi e per le istituzioni che siamo chiamati a governare, Signor Presidente. Non avremo scuse se non riusciremo a realizzare i nostri progetti e i cittadini ci premieranno o puniranno”.

    Un’autonomia, hanno proseguito Zaia e Fontana, che è “perfettamente in linea” con la Costituzione e “chi afferma il contrario o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente”.

    “Avremmo voluto che il Presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede da chi evidentemente la Carta l’ha letta soltanto sul Bignami”, hanno aggiunto.

    “La Costituzione permette di poter realizzare una autonomia ‘differenziata’ proprio perché riconosce le diversità che ci sono fra zone del Paese. E noi riconosciamo la necessità di avere fondi perequativi garantiti dallo Stato per mantenere ovunque livelli essenziali delle diverse prestazioni”.

    “Peraltro, da sempre ci facciamo carico delle esigenze dell’intero Paese e ora chiediamo che il Paese si faccia carico delle nostre”. E fra le esigenze hanno citato l’assunzione di medici e insegnanti.

    “Le nostre Regioni sono in equilibrio finanziario nel comparto della sanità e chiedono che sia possibile assumere subito i medici che servono” e “i nostri studenti ogni anno assistono alla sarabanda degli insegnanti. Con l’autonomia chiediamo di avere la possibilità vera di poter programmare senza cambiare i programmi di insegnamento”, hanno concluso Zaia e Fontana.

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