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    Zingaretti dalla D’Urso: lo snobismo di una certa sinistra per la tv popolare

    Di Stefano Mentana
    Pubblicato il 8 Mar. 2021 alle 13:15

    Scandalo a corte: Nicola Zingaretti è andato da Barbara D’Urso. Il segretario (seppur dimissionario) del massimo partito di centrosinistra va a parlare dalla tv generalista e pop targata Mediaset, la stessa del Grande Fratello, signora mia.

    Eppure, bene o male, il compito dei partiti, siano essi di destra, di sinistra, o decidete voi cosa, dovrebbe essere prima di tutto parlare al Paese, alle masse, e un uomo politico ha il dovere di ascoltare e cercare di rispondere tanto alle esigenze del frequentatore dei salotti quanto a quelle dello spettatore di Barbara D’Urso. Magari prestando maggiore attenzione a chi tra loro vive maggiormente le difficoltà, soprattutto in tempi come quelli che viviamo. Ma a quanto pare, in tanti ambienti a sinistra sembra che il dibattito politico debba essere appannaggio solo di ambienti da loro ritenuti “alti”, senza porsi il problema di quanto rischino di essere autoreferenziali.

    La domanda non dovrebbe essere perché il leader del PD va a parlare da Barbara D’Urso, ma quale sia il messaggio che il principale partito di centrosinistra vorrebbe veicolare agli italiani, visto che non un programma, ma neanche una parola d’ordine sull’idea di Paese del PD risulta al momento pervenuta, se non il mero fatto di essere alternativi a Salvini.

    A quanto pare il problema non è il programma politico, ma il programma televisivo. Quando Zingaretti ha manifestato pubblicamente in un tweet l’apprezzamento per la trasmissione “Live – Non è la D’Urso” ed è stata poi annunciata la sua partecipazione alla puntata di ieri del programma, la domanda di molti non è stata cosa il PD abbia da dire all’Italia, ma dove lo dica. I commenti sui social su quanto il programma della D’Urso fosse tv spazzatura si sono sprecati, conditi dai classici “ma ce lo vedete Berlinguer…”, come se tutte le epoche fossero una la fotocopia dell’altra.

    Eppure, il film di un esponente di centrosinistra che va in un programma pop (da alcuni definito trash) di Mediaset e si trova al centro degli storcimenti di naso e del chiacchiericcio da salotto non è una novità. Simili spifferi – perché parlare di polemica è eccessivo – toccarono anche Piero Fassino, quando si recò come un pioniere da Maria De Filippi per partecipare a una puntata di “C’è posta per te”, così come Matteo Renzi, quando vestito in giacca di pelle nera partecipò a una puntata di “Amici”.

    Zingaretti è dunque in buona compagnia. Ora che, salvo sorprese, la sua leadership si appresta a concludersi, insieme al sipario sulla sua segreteria calerà anche quello su questa vicenda. Vedremo il suo successore dove e in che modo preferirà parlare, ma se il principale dibattito a sinistra sarà sull’opportunità o meno di andare dalla D’Urso, il rischio è che non avrà niente da dire.

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