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    Alcuni virologi sono presi da ansia da prestazione mediatica, ma questo è il tempo della sobrietà

    Di Rosario Sorrentino
    Pubblicato il 11 Nov. 2020 alle 17:23 Aggiornato il 11 Nov. 2020 alle 17:28

    Il compito della scienza non è dare certezze assolute, definitive. Quanto piuttosto ridurre le incertezze. Questo perché l’etica della scienza rimane il dubbio come metodo per andare a verificare la bontà teorica delle tesi sostenute. Stiamo attenti, nella fase che stiamo vivendo, perché peggio della disinformazione c’è la “sindrome” da eccesso di informazione.

    Perché è quella che ti paralizza e che ti lascia nell’incertezza perenne. E non aiuta a prendere le decisioni migliori. Sbagliano quegli esperti che trasferiscono la contrapposizione delle loro opinioni, per quanto legittime, sui social o sui mass media. Perché non sono quelli i luoghi adatti in quanto il confronto andrebbe verificato in camera caritatis e poi trasmesso come indirizzo prevalente all’opinione pubblica.

    Ho la sensazione che alcuni virologi siano presi da ansia da prestazione, dalla loro necessità di accreditarsi come i migliori presso i mass media e l’opinione pubblica. Questo è il momento della sobrietà e della responsabilità. Soprattutto per chi ha la fortuna e il privilegio di poter comunicare. Anche perché quando la scienza si rivolge alla gente in modo equilibrato può far aumentare il proprio consenso e la propria credibilità.

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