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Stadio Roma: Parnasi dal carcere: “Non ho mai commesso reati. Lavorato solo per realizzare un progetto”

Il 14 giugno, attraverso i suoi legali, ha parlato dal carcere di San Vittore di Milano il costruttore Luca Parnasi

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 13 Giu. 2018 alle 10:31 Aggiornato il 14 Giu. 2018 alle 17:04

Nove persone sono state arrestate oggi, mercoledì 13 giugno 2018, nell’ambito di una inchiesta per corruzione sul nuovo stadio dell’As Roma.

Sei sono state trasportate in carcere, mentre per altre tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Tra i nove, ci sono: l’avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea e mediatore nella trattativa del febbraio 2017 tra il comune di Roma e la Eurnova per modificare il progetto dello stadio, l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi, eletto con Forza Italia, e Michele Civita, consigliere regionale Pd ed ex assessore con delega all’Urbanistica, che sarebbe agli arresti domiciliari.

Il 14 giugno, attraverso i suoi legali, ha parlato dal carcere di San Vittore di Milano Luca Parnasi.

“Non ho mai commesso reati. Abbiamo lavorato per anni, 24 ore al giorno, solo per realizzare un progetto”.

L’avvocato Ricci sottolinea come a suo giudizio nell’ordinanza di custodia siano presenti “molte chiacchiere” e “pochi fatti”.

Il penalista sostiene: “La procedura è stata corretta. Non ci sono atti pubblici frutto di chissà quali manovre, ma presi all’esito di tavoli istituzionali, con le massime autorità cittadine”.

Il 15 giugno, di fronte al gip di Milano, Parnasi si avvarrà della facoltà di non rispondere.

“Lo abbiamo già comunicato al magistrato. Domani prenderemo contatto con i pubblici ministeri di Roma per fissare ulteriori passi formali”, ha detto ai giornalisti l’avvocato Ricci.

Il 14 giugno “l’avvocato Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di amministrazione di Acea SpA”.

Lo rende noto la stessa Acea, informando che “il Consiglio di amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo”.

Stando a quanto si apprende, la società calcistica non è coinvolta.

L’indagine ‘Rinascimento’, coordinata dalla procura capitolina, riguarda “un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”, nel quadro delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo impianto.

Le misure cautelari, autorizzate dal Gip di Roma, sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale.

“Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità”, ha commentato la sindaca della capitale, Virginia Raggi.

“Aspettiamo di leggere le carte. Al momento non esprimiamo alcun giudizio. Se è tutto regolare, spero che il progetto stadio possa andare avanti”, ha aggiunto la sindaca.

Il progetto per la realizzazione del nuovo stadio della società giallorossa, presieduta dall’americano James Pallotta, è stato approvato dal comune di Roma nel 2017.

L’impianto dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, periferia sud della capitale. Nei giorni scorsi si era ipotizzato l’avvio dei lavori entro la fine del 2018.

Proprio ieri, 12 giugno, la sindaca Raggi ha dato notizia sul suo profilo Facebook dello stato di avanzamento delle procedure.

“Lo stadio a Tor di Valle si avvicina. Voglio aggiornarvi: ieri a mezzanotte è scaduto il tempo per presentare osservazioni al progetto. Ne sono arrivate 31. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo”, ha scritto Raggi.

“Quest’opera – che noi abbiamo modificato ottenendo il taglio delle cubature di cemento e aumentando il verde – porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita degli abitanti nel quadrante sud della città”, ha sottolineato la sindaca.

E ancora: “Tutti i cittadini potranno leggere la documentazione della Conferenza dei servizi sul portale di Roma Capitale. #UnoStadioFattoBene, un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perché ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia.”

“Vogliamo che il sogno dello stadio a Tor di Valle diventi presto realtà”, ha aggiunto Raggi.

Le osservazioni a cui fa riferimento la sindaca riguardano alcuni dei punti più contestati del progetto, come la mancanza di vie di fuga adeguate e la necessità di una bonifica di un’area, quella di Tor di Valle, a forte rischio idrogeologico.

Chi contesta il progetto sostiene che si tratti di una operazione di speculazione edilizia.

Una volta che l’amministrazione avrà definito le sue controdeduzioni, la variante urbanistica arriverà in consiglio comunale per l’approvazione.

L’assemblea capitolina dovrà quindi predisporre una delibera che conterrà anche lo schema della Convenzione, che dovrà successivamente essere adottata dalla regione Lazio.

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